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lunedì, Giugno 24, 2024
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Dramma in mare, neonato muore per il freddo: era su una barca di migranti diretta verso l’Italia

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Stanotte in seguito all’intervento dei militari della Capitaneria, i migranti che alloggiavano su di un barchino al largo di Lampedusa hanno ricevuto i soccorsi. A bordo vi erano 36 persone, tra queste 9 donne, 2 minori e due persone ustionate. Dopo aver agganciato il barchino e prestato aiuto ai migranti diretti in Italia, i militari hanno rinvenuto il corpo senza vita di un neonato.

Il tragico ritrovamento sul barchino dei migranti

Il cadavere in questione, ritrovato stanotte dai militari della Capitaneria, è quello di un neonato di 20 giorni originario della Costa d’Avorio. I medici che erano presenti al molo Favarolo quando è avvenuto lo sbarco dei migranti hanno chiarito le cause della morte. In seguito ad un’accurata ispezione del corpo, si sono ritrovati conformi alle spiegazioni della madre. Il figlio soffriva di problemi respiratori, così la mamma di soli 19 anni aveva deciso di intraprendere questo lungo e tortuoso viaggio da Mahres (Tunisia) in Italia, nella speranza di curare il piccolo. Il neonato, però, a causa delle problematiche patologie di cui soffriva, combinate alle precarie condizioni in cui si stava svolgendo ‘la drastica traversata’, non ce l’ha fatta.

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Le indagini e le sorti della giovane madre e degli altri compagni di viaggio 

I medici hanno apportato un’ispezione cadaverica sul corpo del neonato, attraverso questa si è stabilito che nessuna forma di violenza fisica fosse avvenuta. Questo dato ha determinato la certezza che l’evento sia conseguito soltanto in seguito alle precarie condizioni di salute e all’incidenza dell’ipotermia. Portate a termine tutte le procedure analitiche, la Procura di Agrigento con le coordinazioni di Salvatore Vella ha già intrapreso le pratiche per il nulla osta al fine di promuovere la sepoltura del corpo. La madre insieme agli altri migranti è stata trasferita all’hotspot di contrada Imbriacola.

Il sindaco di Lampedusa e Linosa si rivolge alla premier Meloni 

“Ormai ricevo con una frequenza sempre più alta le chiamate dalle forze dell’ordine. Queste mi informano del ritrovamento di cadaveri a bordo delle precarie imbarcazioni sulle quali viaggiano. Mi sembra di assistere al bollettino di una guerra. Quello che però mi induce a stare peggio è la quotidianità con la quale questi eventi vengono scanditi. L’ Europa dovrebbe interessarsi a tali problematiche, purtroppo il nostro comune non può agevolare la condizione di questi migranti che arrivano a causa dell’insufficienza delle risorse umane. Non si può restare indifferenti, è ora di trovare una soluzione“. Queste le dichiarazioni di Filippo Mannino, sindaco di Lampedusa e Linosa. Il Primo Cittadino ha ritenuto opportuno, al fine di arginare la manifestazione di queste situazioni, rivolgersi al Ministro dell’Interno e alla premier Giorgia Meloni che ha già espresso alcune considerazioni rispetto queste tematiche in un’ Assemblea con i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia.

 

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