Droga da Napoli a Ischia, la Corte di Cassazione annulla senza rinvio la condanna per Emanuele Santoro, 38enne del Pallonetto, accusato di aver fatto parte di un’organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti sull’isola verde. La decisione arriva al culmine di una complessa vicenda giudiziaria che ha visto premiata la linea difensiva seguita dal legale di Santoro, l’avvocato Francesco Buonaiuto.
Tutto inizia quando Santoro, insieme ad altre persone, viene arrestato dai carabinieri della Compagnia di Ischia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione nazionale antimafia, nei confronti di nove persone indagate per associazione per delinquere finalizzata al traffico e alla cessione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, hashish e cocaina, tra Napoli e Ischia.
La Procura contestava agli indagati di aver creato un’organizzazione che gestiva il traffico illecito, segnando un percorso criminoso che dai quartieri del Pallonetto, Santa Lucia e Rione De Gasperi della città di Napoli arrivava a Ischia, anche mediante “escamotages” per eludere i controlli di polizia.
Venne infatti accertato che lo stupefacente veniva di volta in volta nascosto in posti diversi: nelle ruote di scorta di autovetture imbarcate sui traghetti, oppure legato sulla schiena dei corrieri con adesivo tra le scapole e le ascelle. In primo grado Santoro fu condannato a sei anni e sette mesi, con esclusione però dell’associazione. La condanna intervenne dunque esclusivamente in merito a singoli episodi di spaccio.
Contro tale decisione il Procuratore generale promosse appello in merito all’esclusione dell’associazione dedita allo spaccio, ricorso poi respinto con la conseguente richiesta di conferma della condanna intervenuta in primo grado. La Corte d’appello confermò la condanna, ma la battaglia giudiziaria condotta dall’avvocato Buonaiuto non si è fermata. Il legale ha presentato ricorso in Cassazione, dove la Suprema Corte ha accolto le argomentazioni della difesa.
La Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la condanna, riqualificando l’imputazione in spaccio di lieve entità e dichiarando conseguentemente prescritto il reato. Un esito che va oltre le aspettative della difesa e che si traduce per Santoro nella definitiva chiusura del procedimento a suo carico, con l’annullamento della precedente condanna.

