Napoli, focolaio Covid nel convento dei Ponti Rossi: dieci suore positive

Napoli, focolaio Covid nel convento dei Ponti Rossi: dieci suore positive
Napoli, focolaio Covid nel convento dei Ponti Rossi: dieci suore positive

È scoppiato un focolaio Covid al Convento delle suore Carmelitane Scalze di Santa Maria ai Monti a Napoli, in zona Ponti Rossi. Circa dieci le sorelle che sarebbero risultate positive al coronavirus. A riportare la notizia è Fanpage.it. Il focolaio si sarebbe verificato circa venti giorni fa e subito sono partiti i soccorsi per la piccola comunità religiosa.

Focolaio a Napoli nel convento dei Ponti Rossi, le suore sono in via di guarigione

Le suore, al momento, sono già in via di guarigione. Si tratterebbe dell’unico focolaio per le suore di clausura attivo in città, anche se si sta spegnendo.

Le altre notizie | Covid in Italia, l’allarme di Galli: «Il lockdown ci sarà, faremo come la Francia»

L’emergenza Covid in Italia desta sempre più preoccupazione. La curva sale secondo le previsioni, certe volte superandole addirittura. Ed è per questo che l’ipotesi lockdown sembra sempre più realistica. Lo ha spiegato l’infettivologo dell’ospedale Sacchi di Milano, Massimo Galli, ad Agorà su Rai 3. «Da una parte la curva sale secondo le previsioni. Dall’altra probabilmente, ma devo verificarlo, forse oltre le previsioni. E questo è estremamente allarmante».

L’ipotesi lockdown: «Faremo come la Francia, bisogna capire quando»

Come si configura concretamente lo «scenario 3 in rapido peggioramento», citato dal premier Giuseppe Conte? «Significa che c’è la speranza che i provvedimenti già adottati, anche loro assai discussi e combattuti sia da una parte politica sia da una parte dell’opinione pubblica, rischiano di non arrivare a fermare almeno in modo accettabile questo fenomeno» di impennata dei contagi da Covid-19 e crescita dei ricoveri.

«Vuol dire praticamente che già l’intero sistema sanitario è coinvolto al punto da fare molta fatica a rispondere a qualsiasi altra necessità dei cittadini dal punto di vista della salute. E questo è l’aspetto che io trovo uno dei più angoscianti e preoccupanti. E significa che probabilmente andiamo verso una soluzione vicina a quella della Francia. Ricordiamoci che li abbiamo esattamente avanti a noi, anche se di poco».

L’esperto ha accennato alla Francia che ha annunciato un lockdown nazionale da venerdì, con le scuole che resteranno però aperte. E puntualizza che per l’Italia si tratta di capire «quando arriveremo alla situazione francese, non se vi arriveremo». «A me l’idea di un nuovo lockdown totale sconvolge abbastanza per tutto quello che va a significare. Io mi auguro veramente che si riesca a mettere in piedi quanto basta per riuscire a limitare i danni senza arrivare a questo. Però temo che si sia molto vicini soprattutto in determinate aree del Paese».

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