C’è anche una trasferta nella Capitale, ricostruita dagli investigatori, pianificata dalla batteria di ladri quasi come fosse stata un’operazione militare. L’8 gennaio 2024 Alfredo Massimo, il figlio Alessandro e A. S sono andati a Roma per incontrare alcuni complici con i quali studiare le potenziali vittime. I loro ganci sarebbero stati un basista laziale e S.D, testa di ponte tra le due entità criminali.
Secondo i carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, la banda avrebbe messo gli occhi sulle ville e sui lussuosi appartamenti situati a Fregene, alcuni dei quali sarebbero di proprietà della famiglia Fendi e dell’attuale Governatore della Banca d’Italia. Dalle informazioni acquisite dagli altri reparti dei carabinieri, è emerso che molte di quelle abitazioni appartengono anche alle ricche famiglie del cinema e a quelle della moda italiana.
“E’ un macello”, le parole del capo della banda di Napoli
Alle 18:48 l’auto della banda si ferma in viale Castellammare, all’angolo con via Bagnoli. Due minuti dopo un’altra breve sosta, sempre in via Castellammare. Alle 18.53 la vettura rallenta e si ferma ancora, questa volta in via della Pineta. Pochi minuti ogni volta. Quanto basta per osservare, valutare, memorizzare.
Il capo della batteria Alfredo Massimo sarebbe stato scoraggiato dopo i sopralluoghi così come è emerso in uno sfogo telefonico: “S. fratello! hai capito!…. devo portare il tecnico perché devo staccare quella cosa.. l’allarme. Devo vedere dove appoggiarmi per fare i lavori…hai capito! Come faccio! Hai capito o no! E’ un casino S! è un macello proprio! hai capito o no“.
Furti in casa e truffe, presi i capi e i complici delle 7 bande di Napoli


