Gli ultimi passi insieme, attraversando quella strada che di lì a poco si sarebbe trasformata nel confine tra la vita e la morte. Un destino amaro e crudele per Zhanna e Oxsana, le due donne ucraine investite e uccise domenica sera al Corso Garibaldi, a Napoli, da un 34enne originario di Massa di Somma alla guida sotto l’effetto dell’alcol, poi arrestato dalla Polizia Locale.
Gianna e Oxsana travolte e uccise a Napoli, le tremende immagini dell’incidente
Un destino ancora più beffardo per Oksana, che aveva raggiunto Zhanna, impiegata come collaboratrice domestica per sfuggire alla guerra. Non le bombe, non i droni, ma un ubriaco al volante le ha portato via la vita.
Un dramma che ha scosso profondamente l’intera città e, in particolare, la comunità ucraina che oggi, 24 marzo, alle ore 12, darà vita a un sit-in, supportata da Europa Verde, per denunciare come «i morti stiano aumentando in modo inaccettabile a causa di criminali della strada».
Alla protesta prenderà parte anche il deputato Francesco Emilio Borrelli insieme al consigliere municipale Gianpiero Parrella. «Siamo davanti all’ennesima tragedia annunciata — ha dichiarato Borrelli —. Due vite spezzate da chi sceglie di mettersi alla guida senza alcun rispetto per le regole e per la vita degli altri. Non possiamo più limitarci al cordoglio: serve una reazione forte, concreta, immediata».
Parole cariche di dolore e rabbia, ma anche di lucidità: «Questa è una strage silenziosa che si consuma ogni giorno sulle nostre strade. Occorrono controlli serrati, tolleranza zero per chi guida sotto effetto di alcol o droghe, e sanzioni esemplari. Non è più accettabile morire così».
«Napoli — ha aggiunto — deve diventare una città sicura, dove attraversare la strada non sia un rischio mortale. Lo dobbiamo a Zhanna, a Oksana e a tutte le vittime innocenti di questa violenza quotidiana».
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Andava al doppio della velocità consentita in quel punto di strada. Viaggiava tra gli 80 e i 100 chilometri all’ora, in una delle zone più trafficate di Napoli. Dal Vomero a porta Nolana in stato di ebbrezza, ha falciato e ucciso due donne dopo aver infranto ripetutamente il codice della strada.
Era recidivo: appena quattro anni fa, infatti, aveva provocato un altro incidente stradale, in quell’occasione in via Petrarca.
L’uomo aveva bevuto alcolici, aveva la vista annebbiata e andava troppo veloce alla guida. Sono queste le prime conclusioni che hanno spinto la Procura di Napoli a firmare la richiesta di arresti domiciliari nei confronti del G.G., imprenditore 34enne di Massa di Somma, ritenuto responsabile del duplice omicidio stradale di due donne, due passanti che sono state falciate mentre erano nei pressi delle strisce bianche. È la prima svolta investigativa nel corso delle indagini che puntano a fare chiarezza su quanto accaduto domenica sera lungo Corso Garibaldi, altezza porta Nolana.
Gianna e Oxsaha uccise su corso Garibaldi a Napoli, il 34enne alla guida era recidivo
Due donne uccise dopo essere state investite, poi carambola impazzita. Perdono la vita Gianna Rubakha (classe 1968) e Oxsaha Kotlova (classe 1974), entrambe di nazionalità ucraina. Al lavoro gli agenti della polizia municipale agli ordini del comandante Ciro Esposito, sotto il coordinamento del pm Valeria Vinci.
Duplice omicidio stradale, in uno scenario aggravato da diversi fattori, come anticipato da Il Mattino nell’edizione di ieri mattina: G.G. aveva il tasso alcolemico di molto superiore ai limiti consentiti. Si attendono gli esiti dei test tossicologici. Ma ci sono anche altri punti che vanno messo a fuoco, a partire da un riscontro emerso dagli archivi giudiziari: chi ha ucciso due donne domenica pomeriggio aveva precedenti specifici. Anno 2022, Posillipo, un incidente stradale fortunatamente non mortale. Era recidivo, dunque. Un precedente che non gli ha impedito di impugnare il volante come se fosse un’arma.
La Mercedes, dopo aver investito le due passanti, ha terminato la sua corsa contro altre due autovetture parcheggiate, in particolare una Fiat Panda che ha attutito la corsa del bolide. Il resto è storia di un processo alle fasi iniziali. Difeso dal penalista Antonio Sorbilli, G.G. è finito agli arresti domiciliari. Un fermo notificato ieri mattina, appena i test alcolemici hanno dato esiti positivi. Dovrà spiegare cosa ci faceva ubriaco alla guida. Quanti chilometri aveva percorso. Ma, soprattutto, chi gli aveva consentito di guidare un’auto presa a noleggio. Domande che attendono riscontri nelle prossime ore, anche alla luce del lavoro condotto dal comandante della sezione infortunistica della Polizia Municipale, il tenente Vincenzo Cirillo.
Il 34enne era, almeno visibilmente, sotto choc. A chi gli stava vicino in quel momento ha detto: «Non le ho viste, non so da dove sono sbucate, non me ne sono proprio accorto. Ditemi che posso fare». Parole che stridono con l’alta velocità raggiunta dalla Mercedes che guidava. Dopo essere stato condotto all’Ospedale del Mare per gli accertamenti, ha atteso le prime conclusioni dell’inchiesta a suo carico. È finito agli arresti domiciliari e si appresta a sostenere un interrogatorio di garanzia, a rispondere alle domande del giudice.

