Giugliano & Politica. Intervista agli ex sindaci Giovanni Pianese e Francesco Taglialatela

Intervista agli ex sindaci Giovanni Pianese e Francesco Taglialatela
Intervista agli ex sindaci Giovanni Pianese e Francesco Taglialatela

In vista delle elezioni Amministrative di domenica 20 e lunedì 21 Settembre, abbiamo scelto di fare 4 domande ai sindaci che hanno governato la città di Giugliano negli ultimi 20 anni. Mancano all’appello Antonio Castaldo, deceduto, e Antonio Poziello, essendo quest’ultimo ricandidato in questa tornata elettorale, mentre Giacomo Gerlini, interpellato dalla nostra redazione, ha scelto di non rispondere alle domande.

LE DOMANDE

1. Lei che già ha amministrato questa città, come si può far funzionare la macchina comunale nonostante la cronica carenza di organico?

2. Per governare Giugliano com’ è possibile trovare un giusto equilibrio tra le competenze della giunta e quelle del Consiglio Comunale?

3. In questa tornata elettorale ci troviamo di fronte ad un altissimo numero di candidati, oltre 700, e alla supremazia numerica delle liste civiche rispetto ai partiti. E’ un bene o un male?

4. In base all’esperienza maturata quale consiglio si sentirebbe di dare al prossimo sindaco di Giugliano. Quale priorità da affrontare appena eletti?

 

LE RISPOSTE DI GIOVANNI PIANESE

(Sindaco dal 1984-1986 / 1986-1988 1988-1992 / 2008-2013)

 

1 – La carenza di organico è un fatto che viene dal ministero col blocco delle assunzioni. Va ricordato che nel 2008 il Comune, ed in particolar modo il Comando Vigili, è stato colpito da uno tsunami giudiziario che ha contribuito ad assottigliare ulteriormente il personale a disposizione. Oggi non c’è possibilità di fare assunzioni, dunque l’unica via d’uscita è implementare la Polizia Municipale perché è un Corpo che è stato estrapolato dalla dotazione della pianta organica essendo stato equiparato alle forze di polizia. Quindi lì si può intervenire. Mi rendo conto che la spesa per il personale non è più una spesa autonoma ma rientra nella spesa generale. Dunque è possibile assumere vigili urbani ma questo naturalmente va ad incidere sulla copertura generale. Quest’ultima, se viene assottigliata per il pagamento degli stipendi al personale, fa diminuire anche la spesa corrente per intervenire in altri ambiti tipo come la concessione di un contributo o la riparazione di una buca stradale. Inoltre bisogna intervenire sull’informatizzazione della macchina comunale e rafforzare l’esternalizzazione di alcuni servizi. Per il personale interno sarebbe utile una migliore riorganizzazione in base alle competenze e prevedere progetti di incentivazione rispetto al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Contemporaneamente si deve spingere con gli organi competenti per sbloccare le assunzioni.

2. Il ruolo del consigliere comunale è stato nel corso degli anni svilito delle sue funzioni. Io invece ritengo che vada enfatizzato, valorizzato e responsabilizzato. Il consigliere comunale non può essere sensibilizzato dal sindaco solo per alzare la mano durante l’approvazione del Bilancio e, forte della maggioranza, invitarlo a votare altrimenti si va a casa. I consiglieri devono essere coinvolti nelle grandi scelte di fondo dell’Amministrazione. La giunta, che deve avere un carattere tecnico, non può prevalere sul consiglio comunale. Quest’ultimo deve dettare le linee di guida ed indirizzo mentre la squadra di assessori deve avere un ruolo esecutivo e mettere in pratica gli indirizzi programmatici del consiglio comunale. I consiglieri comunali hanno un notevole dispendio di energie durante la campagna elettorale, perciò una volta eletti devono essere responsabilizzati.

3. Qualcuno dice che chi ha dato il via alla valorizzazione delle liste civiche rispetto ai partiti è stata la coalizione costruita dal sottoscritto alle elezioni amministrative nel 2008. Voglio però sottolineare che in quel periodo storico le civiche a mio supporto avevano tutte una connotazione politica, con chiari riferimenti a livello nazionale come ad esempio la lista Noi Consumatori o il Movimento di Lombardo. Oggi invece assistiamo ad un proliferare di liste civiche, che segnano una crisi della politica e dei partiti. Molte liste sembrano create per dare la sensazione di avere una massa di supporters e mostrare un consenso elettorale più vasto possibile. Questo, però, è negativo perché tutte queste persone non sono portatori di ideologie politiche. Il rapporto tra candidato e popolazione si è notevolmente abbassato, questa è la negazione della politica. Abbiamo assistito al proliferare di candidati anche nella stessa famiglia, una parcellizzazione estrema della partecipazione politica.

4. Ogni problema ha la sua importanza e la sua priorità. Innanzitutto, bisognerebbe vedere qual è la situazione finanziaria del Comune e la disponibilità economica per poter affrontare i problemi, poi verificare la gravità in relazione a quello che si presenta. Della risoluzione dei problemi quotidiani devono occuparsene i dirigenti, a cui spetta la gestione. La politica, il consiglio comunale, il sindaco devono dare gli indirizzi, programmare e dare una visione alla città. Se in un quartiere della città mancano le infrastrutture, è dovere della politica lavorare per dare una risposta intercettando fondi sovracomunali per portare a termine le opere necessarie

 

LE RISPOSTE DI FRANCESCO TAGLIALATELA

(Sindaco dal 2003-2008)

1Per migliorare i servizi, tenendo conto della cronica carenza di organico della macchina comunale, si potrebbe innanzitutto usufruire maggiormente degli strumenti moderni come l’informatizzazione e la digitalizzazione delle procedure. In questo modo si eviterebbe il contatto diretto tra il cittadino e il dipendente comunale. In queso modo si ottimizzerebbe anche l’operatività del personale. Naturalmente ciò presuppone che i dipendenti vengano adeguatamente formati dal punto di vista informatico, mentre oggi c’è una bassa alfabetizzazione digitale. La soglia di informatizzazione all’interno dell’Ente va sicuramente aumentata. La riduzione del contatto col pubblico andrebbe anche a ridurre le perdite di tempo ed i cittadini avrebbero risposte più celeri visto che le procedure sarebbero meno farraginose. Poi eviterei di far attardare il personale sui controlli. Farei controlli a campione su atti e procedure, in tal modo si responsabilizzerebbe anche colui che presenta le pratiche. Contemporaneamente vanno messe in campo tutte le possibilità per ottenere lo sblocco del turn over e procedere ad assunzioni per rimpinguare la macchina comunale, mentre ritengo una visione eccessivamente liberale quella di procedere ad un’eccessiva esternalizzazione dei servizi. Certo in alcuni casi è necessario farla, ma non bisogna abusarne.

2. Per capire quale sia il giusto equilibrio tra giunta e consiglio è necessario innanzitutto vedere qual è il risultato della tornata elettorale. Poi, a seconda delle scelte fatte dal corpo elettorale, il sindaco deve essere bravo a trovare il giusto equilibrio tra le competenze tecniche e di gestione che deve avere la giunta e quella di indirizzo e controllo che spetta invece ai singoli consiglieri comunali. Dopo le votazioni, il primo cittadino deve fare uno sforzo per comprendere quale siano le potenzialità di ciascun consigliere eletto rispetto alle attività di programmazione amministrativa da mettere in campo e valorizzarle. Al tempo stesso, insieme ai vari gruppi consiliare e alle varie forze politiche, va costruita una giunta che secondo come previsto dal Tuel, in qualità di organo di governo, deve adottare tutti gli atti di indirizzo che definiscono la strategia dell’azione amministrativa.

3. Può essere un bene o un male a seconda di ciò che accade dopo la tornata elettorale. Se l’allargamento della partecipazione politica dovuta alla proliferazione di liste civiche non è seguita da un coinvolgimento in termini di contributi politici anche dopo la tornata elettorale allora è un male. Mi spiego meglio. Se tutti questi candidati anche dopo le elezioni offrissero il loro apporto in termini di idee, discussione e confronto allora sì che sarebbe un bene per la città. Ma su questo sono molto scettico. Spesso, infatti, molti candidati dopo il responso delle urne cadono nell’oblio, non si sa che fine fanno e quali interessi o idee rappresentavano. Questo sminuisce il valore della figura in sé del candidato, che finisce così per essere solo uno strumento ai fini elettoralistici e nulla più. Per i partiti politici, invece, è diverso perché si presuppone che abbiano una struttura formata e degli organi dirigenti che vanno oltre la singola tornata elettorale.

4. Ritengo che la prima cosa che debba fare il futuro sindaco di Giugliano sia quella di chiudere la campagna elettorale subito il giorno dopo il voto. Continuare a fare campagna elettorale ad oltranza può far solo male non solo alla città ma anche allo stesso prossimo sindaco. Può prendere decisioni ritardate o sbagliate perché non legate strettamente all’azione amministrative ma a strascichi polemici, che invece devono essere messi alle spalle. Una delle priorità da affrontare dalla prossima Amministrazione è l’infrastrutturazione della città e dotarla dei servizi a rete necessari. Inoltre va avviata un’azione sinergica sul tema della sicurezza con le forze di polizia, sotto tutti i punti di vista, ambientale e non.