Oltre a continuare a preoccupare, la situazione Covid continua a mietere vittime su vittime. A Frattamaggiore, purtroppo, ha perso la vita Giuseppe a 33 anni. A comunicare il decesso è stato il sindaco della città Marco Antonio Del Prete: “Il numero dei positivi continua a crescere e tra i 41 comunicati oggi, purtroppo, registriamo un altro angelo di soli 33 anni volato in cielo”.

La situazione Covid a Frattamaggiore

Il primo cittadino ha rilasciato anche gli aggiornamenti sull’emergenza Covid. «Tre nostri concittadini guariscono e, tra questi, uno finalmente torna a casa dall’ospedale. Nonostante questa bella notizia, il numero dei positivi continua a crescere e tra i 41 comunicati oggi, purtroppo, registriamo un altro angelo di soli 33 anni volato in cielo. A nome di tutta la Città mi stringo intorno alla famiglia di Giuseppe nella speranza che la vicinanza virtuale di ognuno di noi serva ad alleviare il grande dolore. Lo ripeterò fino all’infinito: È importante continuare sulla strada del sacrificio e della responsabilità e compiere ogni sforzo per superare questo momento difficile. Invito ancora tutti ad indossare la mascherina, osservare il distanziamento sociale e ad osservare ogni disposizione, anche se faticosa! Non abbiamo altre scelte».

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Il governatore della Campania Vincenzo De Luca, sin dal primo momento, si è detto contrario alla decisione di inserire la regione in zona gialla solo poco dopo che quest’ultimo aveva parlato di un lockdown. A fare il punto della situazione è Il Mattino (qui l’articolo). In zona rossa però, secondo l’analisi di rischio, finiscono le regioni in cui i casi aumentano in maniera esponenziale, ovvero con Rt sopra a 1,5. Per questo motivo la Campania non è stata definita neanche zona aranciate, proprio perché avrebbe gestito bene l’ondata dei contagi a seguito dell’estate.

Nonostante i tanti malati ed il tasso di occupazione dei posti in rianimazione che rischiano di far lanciare un allarme, l’epidemia risulta ancora gestibile. Sono arrivati a disposizione della Regione anche la Croce rossa con gli ospedali da campo e le Case di cura con i posti letto accreditati. «I parametri si rivelano inaffidabili e complicano oltre la soglia della comune comprensione le regole, il modo peggiore per prevenire l’epidemia» spiega al quotidiano l’epidemiologa Susanna Borriero.

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