La FOTO di Giuseppe Granata: l’asse Arzano-Fratta-Caivano dietro la scomparsa di Pierino ‘o pazz

Nella foto Giuseppe Granata detto Pierino 'o pazzo

Ha un volto Giuseppe Granata detto Pierino ‘o pazz, scomparso oramai da quasi due settimane nel nulla. Classe 1957, residente a Frattamaggiore, Granata è stato visto l’ultima volta proprio nel suo paese. E’ sparito nello stesso punto dove furono esplosi colpi di pistola contro una concessionaria di auto a Frattamaggiore. S’infittisce il mistero sulla sorte di Giuseppe Granata detto Pierino ‘o pazz. Granata risulta indagato insieme ad un altro soggetto per associazione di stampo camorristico in quanto accusato di far parte del clan Pezzella. Un personaggio noto alle forze dell’ordine visto che era uno della vecchia guardia della criminalità comune quello di Pierino ‘o pazzo. Granata aveva un ingrosso di caffè e un bar, pare che ultimamente stesse per aprire un autonoleggio. In passato era coinvolto nel giro della droga e del contrabbando di sigarette ma da qualche tempo si era tirato fuori perché gli era stato imposto di prendere lo stupefacente da quelli della 167 di Arzano, gruppo che oramai si è staccato dagli Amato-Pagano, soprattutto dopo che Cristiano avrebbe accertato il coinvolgimento del ras Renato Napoleone nell’omicidio dei fratelli Girardi avvenuto proprio ad Arzano nel giugno del 2006. Da qui l’asse tra il gruppo di Arzano ed i Ciccarelli del Parco Verde. I Cristiano da Arzano si sono spostati a Frattaminore, grazie anche all’appoggio di un parente rimasto libero, detto Vincenzino. Ma ultimamente pare che anche i rapporti tra i Pezzella ed gli arzanesi si siano incrinati poiché quest’ultimi avrebbero creato qualche casino in zona e ciò avrebbe attirato l’attenzione delle forze dell’ordine.

La sparatoria a calcetto e alla concessionaria

Tra gli episodi poco chiari e dietro cui si potrebbe nascondere altro rispetto ad una semplice lite per il calcetto è quello avvenuto lo scorso luglio a Frattaminore.
Protagonisti del litigio e poi del conflitto a fuoco nelle strade del paese un 30enne, Giovanni Bonaventura Franzese e un 29enne, Salvatore Mennillo, entrambi arrestati con l’accusa di tentato omicidio e porto abusivo di armi. I soggetti avrebbero legami di conoscenza e parentela con persone legale alla malavita locale dei Pezzella. Inoltre, altro episodio da non sottovalutare, è che la concessionaria  in via Regina Margherita a Frattamaggiore dove Granata ha lasciato la sua auto per poi prendere lo scooter prima di sparire è la stessa che fu colpita da 7 proiettili lo scorso 21 giugno. I proiettili perforarono le serrande e infransero un vetro colpendo anche un’autovettura all’interno del locale.

 

Due settimane fa la scomparsa

Tanto è trascorso dall’ultima volta che è stato visto in giro, il 3 settembre, quando si recò dal meccanico di fiducia dove  aveva lasciato l’auto con i documenti e il cellulare chiedendo poi in prestito lo scooter per un servizio. Da allora buio pesto. Nessuna notizia. Proprio questo ‘silenzio’ e la mancanza di elementi oggettivi spinge gli investigatori (indagini affidate ai carabinieri della Compagnia di Giugliano e ai militari di Castello di Cisterna) ad ipotizzare un caso di ‘lupara bianca’. Ad indirizzare gli inquirenti su questa pista ci sono i trascorsi criminali di Granato, personaggio molto in vista nella malavita di Frattamaggiore. Sullo sfondo la guerra per il controllo della droga che, nelle ultime settimane, sembra sia ripresa con rinnovato vigore.

Gli equilibri

Da un lato i Pezzella, guidati dal boss di Cardito Francesco ‘pan e ran’, che dopo essere uscito dal carcere aveva liquidato i vecchi conti sterminando il clan Cennamo di Crispano aiutato dai Cristiano di Arzano (che dopo gli ultimi arresti si sono trasferiti proprio a Frattaminore) e dai Ciccarelli del Parco Verde di Caivano (quest’ultimi molto vicini agli Abete-Abbinante dei Sette Palazzi di Scampia). Dopo una prima fase in cui i gruppi ‘camminavano insieme’ sembra che adesso la situazione sia cambiata: ai ras originari di Frattamaggiore e Frattaminore non sarebbe piaciuta l’eccessiva autonomia che Pezzella avrebbe garantito agli ‘arzanesi’ e in particolare ad un parente diretto di Pasquale Cristiano ‘pitistecc’ che, secondo gli investigatori, avrebbe monopolizzato un’ampia fetta del mercato degli stupefacenti. In questo mosaico si inseriscono anche gli Amato-Pagano che avrebbero rotto con i Cristiano quando quest’ultimo avrebbe accertato il coinvolgimento del ras Renato Napoleone nell’omicidio dei fratelli Girardi avvenuto proprio ad Arzano nel giugno del 2006.