Gli Scissionisti alla conquista di Casavatore:«La guida ad un ras vicino a Cesare Pagano»

Un vecchio ras, «un personaggio molto in vista tra gli Amato-Pagano con parentele dirette con Cesare Pagano avrebbe allungato le mani in maniera consistente su Casavatore spodestando di fatto i vecchi colonnelli che dominavano il paese», sussurra un investigatore. Del resto già nella vicina Arzano si era sperimentato un ‘nuovo corso’ con il gruppo di Melito che aveva espresso tutto il suo dominio a danno dei Ferone. La punta dell’iceberg fu l’omicidio di Ciro Casone ricostruito dai magistrati grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Domenico Esposito, esponente del clan Moccia nel sottogruppo di Sabatino Felli, a sua volta referente di Domenico Cimini, ras di Casoria. «Ciro Casone è stato ucciso da quattro persone: Giuseppe Monfregola, Pasquale detto pitistecca (Pasquale Cristiano) che ora comanda Arzano, il figlio di Armando Gambino e un altro giovane di Melito. Il quarto ragazzo che ha partecipato alla sparatoria è stato poi ucciso nelle vicinanze di Giugliano per fare un piacere a….»

Esposito ha raccontato agli inquirenti quale fu il prologo dell’omicidio al centro estetico:«Monfregola e Pitistecca tenevano inizialmente la piazza di droga nella 167 di Arzano, sottoposti a Casone ed Elpidio (Elpidio Patricelli, organico al clan Ferone); poi litigarono con Casone per soldi e picchiarono Elpidio, dichiararono guerra e si allearono con Renato Napoleone di Melito; E’ vero che avevano contro di loro Casone, Castiello e Di Annicella, ancora afragolesi, però utilizzarono a loro favore Sabatino Felli che in quel momento era in contrasto con Casone. E così Felli che comandava a Casoria, aveva scaricato Casone e detto agli Amato-Pagano che potevano fare quello che volevano. Elpidio che fu chiamato da quelli di Melito tramite la Vanella Grassi. Elpidio fu prelevato ad Arzano da quelli di Casavatore cioè i Ferone (con cui era legato) insieme a quelli della Vanella; lo portarono alla 167 di Arzano dove li aspettavano gli Amato-Pagano; gli dissero che era fortunato ad essere il genero di Ernestino Ferone, altrimenti sarebbe morto anche lui; gli dissero che avrebbe dovuto riferire tutti i movimenti di Casone e avrebbe dovuto riferire sulle estorsioni che si stava prendendo Casone. Elpidio accettò»