Il pareggio per 2-2 tra Napoli e Verona continua a far discutere per l’episodio che ha segnato la gara: il gol di Rasmus Hojlund annullato per un presunto tocco di mano. Una decisione che ha alimentato polemiche infinite, dentro e fuori dal campo, e che nemmeno a distanza di ore è riuscita a trovare una spiegazione condivisa.
Dopo un primo tempo chiuso sotto di due reti – con il Verona passato anche grazie a un rigore molto contestato per il fallo fischiato su Buongiorno – il Napoli aveva trovato subito il pareggio a inizio ripresa. L’esultanza del danese, però, è durata pochissimo: l’arbitro, richiamato dal VAR, ha annullato la rete ritenendo irregolare un tocco di mano nell’immediatezza dell’azione. Una valutazione che ha lasciato perplesso anche Antonio Conte, visibilmente sorpreso in panchina.
A rendere il caso ancora più acceso è stato lo stesso Hojlund, che ha deciso di intervenire in prima persona. Attraverso alcune storie su Instagram, l’attaccante ha pubblicato il replay integrale dell’azione incriminata, accompagnandolo con un messaggio netto: “Non ho neanche toccato il pallone con la mano”. Una presa di posizione chiara, che ha riacceso il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori.
Le immagini, analizzate da più angolazioni, non hanno sciolto definitivamente i dubbi. L’interpretazione dell’episodio resta controversa e la decisione arbitrale continua a essere giudicata poco trasparente, tanto da scatenare proteste vibranti da parte della panchina azzurra.
Capello: “Gli arbitri sono una mafia”
In un’intervista al quotidiano spagnolo Marca, l’ex allenatore (tra le altre) di Milan, Juve, Roma e Real Madrid ha parlato in maniera durissima del sistema arbitrale: “Il Var? Una casta chiusa. Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono contare sugli ex giocatori per il Var, gente che conosce i movimenti del calcio, il gesto che fa un giocatore per fermarsi o aiutarsi. Spesso prendono decisioni non corrette perché non hanno giocato. Un giocatore viene toccato in faccia, si butta e fischiano. Ma perché fischi? Mi fa impazzire questa cosa”.
Il chiarimento: “Su arbitri frase decontestualizzata”
La frase di Capello ha fatto in poche ore il giro del web e il tecnico ha deciso di chiarire il suo pensiero in una nota. Queste le parole dell’allenatore, riportate da Calcio e Finanza: “In relazione alle dichiarazioni riportate nell’intervista al quotidiano spagnolo Marca, Fabio Capello precisa che quando, in riferimento agli arbitri, ha usato il termine ‘mafia’, lo ha fatto solamente per chiarire che la classe arbitrale italiana opera come una organizzazione estremamente chiusa, che molto raramente accetta veri momenti di confronto e non appare disponibile a far entrare nelle ‘sale Var’ sportivi o ex sportivi che non facciano parte della medesima classe arbitrale, come da lui suggerito più volte in dichiarazioni pubbliche, e ampiamente chiarito nel proseguo dell’intervista. Fabio Capello coglie l’occasione per rinnovare il suo rispetto per il lavoro e la professionalità sempre dimostrata dagli arbitri italiani e della categoria in generale. Fabio Capello esprime anche il proprio rammarico per come una frase del tutto decontestualizzata sia stata strumentalizzata e utilizzata in maniera inappropriata”.

