Roberto Vannacci, ex generale dell’Esercito ora leader di Futuro Nazionale, ha inaugurato oggi la sua nuova sede di partito a Napoli, all’Isola F10 del Centro Direzionale. E lo ha fatto con un atteggiamento non da destra, ma “più a destra della destra”.
Il parlamentare europeo, che è uscito dalla Lega e dalla maggioranza di Governo perché troppo moderata, non ha fatto mancare alcune provocazioni e si è lasciato andare anche a qualche frase in napoletano.
“Questa città mi ha accolto con entusiasmo e curiosità. Ho visto che hanno imbrattato la targa della sede con la scritta ‘tenimm o’ ce…’ – afferma in riferimento al raid di ieri sera rivendicato da alcuni centri sociali antifascisti – Fanno a gara di maleducazione con quelli di Firenze, ma non ci faremo fermare”. Definisce Napoli un centro di cultura del Paese e alla domanda se si senta qui come in altre zone d’Italia risponde: “Io sto bene ovunque in Italia, a Napoli come a Salò. Se le due città sono uguali? Per me sì, sono sempre italiane”.
Il passaggio sul 25 aprile: “Liberazione? Io festeggio solo San Marco…”
Poi il passaggio sul 25 aprile, giorno in cui si celebra la Liberazione dello Stivale dal nazifascismo: “Io il 25 aprile festeggio solo San Marco. La Liberazione la festeggerò quando sarà una festa che unisce e non che divide”. Vannacci ha poi spinto il suo sguardo ai prossimi 12 mesi: “Struttureremo il partito in città e in Campania. Ci candideremo per le elezioni politiche nazionali e anche per le amministrative a Napoli tra un anno. Avremo una squadra forte. Se andremo da soli o con il centrodestra lo decideremo più avanti”.
Ampio spazio dedicato al concetto di “remigrazione”, cioè di rimpatrio dei migranti nei paesi di provenienza. Una proposta diventata il cavallo di battaglia di Futuro nazionale e anche delle aree più a destra di Lega e Fratelli d’Italia. “La remigrazione può essere volontaria, come quella dei nostri nonni che tornavano dopo aver fatto fortuna all’estero. Oppure, può essere facilitata, con politiche di rientro; può essere coatta in caso di migranti irregolari, di chi commette reati o di chi non rispetta la nostra cultura o il nostro ordinamento giuridico”.
Per Vannacci, l’immigrazione di massa ha causato problemi “economici, perché ci costano più di quanto danno; sociali, perché minacciano la coesione nazionale; e di sicurezza, perché il 50 per cento dei reati predatori è commesso da immigrati irregolari”. A chi gli fa notare come paesi ben più agiati dell’Italia, come Inghilterra, Germania e Francia, siano profondamente multietniche, il generale replica: “Vada a vedere nei quartieri di Parigi in cui la polizia non può entrare, dove vengono bruciate le chiese. Tre terroristi del Bataclan sono arrivati da noi coi barconi e così anche per quelli di Berlino. Noi non vogliamo ripetere l’errore di questi paesi”.
Dati, quelli degli incendi nei luoghi di culto, che in realtà sono gli stessi dal 2019 e riguardano tutte le segnalazioni, dagli incendi fino alle interruzioni di funzioni religiose, senza distinzione tra fatti dolosi e incidenti, come accaduto per Notre-Dame. Dichiarazioni, queste ultime, che sbugiarderebbero quindi un bel po’ Vannacci.

