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Il dramma di Cristina: vive in auto dopo lo sfratto, cerca casa per riavere i figli

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I figli devono crescere con la mamma. Ho bisogno di una casa per poter riavere i miei figli“. Questo l’appello lanciato da Cristina Apetrei, 40 anni, che dal 7 luglio a Campomarino, in provincia di Campobasso, vive in auto dopo essere stata sfrattata. Un anno e mezzo fa il Tribunale per i minorenni di Campobasso ha collocato i suoi due figli, che ora hanno 12 e 15 anni, in una comunità. Una decisione arrivata dopo l’attivazione dei servizi sociali, allertati dalla scuola per i troppi giorni di assenza da parte dei minori.

Lo sfratto e l’allontanamento dai figli

Giunti in casa della 40enne, gli assistenti sociali hanno trovato decine di animali e una condizione igienico-sanitaria precaria. Proprio queste condizioni hanno convinto i giudici ad allontanare i bambini da quella villetta in cui la donna viveva in affitto. I successivi approfondimenti, poi, hanno portato alla luce altre criticità, tra cui presunti maltrattamenti, che la donna ha sempre respinto anche di fronte ai giudici.

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Io non ho commesso reati, non consumo alcol né droga, tanto meno maltrattamenti“, si difende. Solo da poco, dopo nove mesi di allontanamento forzato, il venerdì, le è stato concesso di vedere i figli ogni due settimane, con la speranza però di trovare di nuovo una casa e riabbracciare i propri bambini. “Mi hanno buttato fuori, mi hanno detto che se non uscivo da sola mi avrebbero portato via con la camicia di forza – racconta -. Ora vivo in macchina, mangio e dormo lì. Per la doccia vado da chi mi aiuta di volta in volta“. Fino a gennaio ha pagato l’affitto dell’abitazione, a marzo lo sfratto esecutivo, forse perché ai vicini davano fastidio gli animali che lei accudiva nel suo giardino, ipotizza.

Ma ho sempre pagato tutto, anche le spese condominiali“. Nelle settimane scorse la donna ha protestato pacificamente davanti al Tribunale per i minorenni nel capoluogo molisano. A settembre è fissata un’udienza. La assiste l’avvocato Marisa Mascia. “Se trovo una casa prima di quell’udienza magari potrò riavere con me i miei figli”, dice in lacrime, poi ricorda i giorni più difficili della sua vita, quelli della separazione dai figli: “Mi sono sentita persa, vuota, inutile. E’ stato tutto straziante, non ci sono parole per spiegare quel sentimento“.

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