Nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’incendio che, nella notte del 24 febbraio scorso, devastò gli uffici del Giudice di Pace di Marano, struttura tuttora chiusa dopo il rogo.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ha concesso gli arresti domiciliari a Giuseppe Rendola, 32enne di Giugliano in Campania, conosciuto con il soprannome di “Pinotto”, arrestato lo scorso 20 marzo nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura.Contestualmente il GIP ha emesso il decreto di giudizio immediato: Rendola sarà processato con rito ordinario davanti al giudice Daniele Grunieri del Tribunale di Napoli Nord.
Ma l’inchiesta della Guardia di Finanza di Giugliano non si ferma. Secondo quanto emerge, i finanzieri avrebbero individuato altri due soggetti, entrambi residenti a Giugliano in Campania, ritenuti rispettivamente il presunto complice materiale e un presunto mandante dell’azione incendiaria. Al momento nei loro confronti si procede a piede libero, mentre gli investigatori attendono ulteriori riscontri di natura tecnica prima di eventuali sviluppi giudiziari.
Le indagini
L’incendio divampò nella notte del 24 febbraio all’interno degli uffici del Giudice di Pace di Marano. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord e condotte dalla Guardia di Finanza di Giugliano, hanno consentito di ricostruire la dinamica attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nei pressi dell’edificio.
I filmati mostrerebbero due persone con il volto coperto mentre si arrampicavano lungo una parete dello stabile fino a raggiungere una finestra del primo piano. Dopo aver infranto il vetro, avrebbero versato all’interno un liquido infiammabile contenuto in una tanica, appiccando così le fiamme. Successivamente gli investigatori sono riusciti a ricostruire anche gli spostamenti dell’auto utilizzata dai responsabili.
Nel corso della perquisizione eseguita nell’abitazione di Rendola, i militari hanno sequestrato alcuni capi di abbigliamento ritenuti compatibili con quelli indossati da uno degli autori ripresi dalle telecamere. Nel portabagagli della sua auto è stata inoltre trovata una tanica che, secondo gli investigatori, avrebbe contenuto benzina.
L’arresto era stato disposto dal GIP del Tribunale di Napoli Nord. L’inchiesta si inserisce nel contesto delle verifiche avviate dopo il sequestro dell’intero edificio che ospitava l’ufficio giudiziario, disposto dalla Procura nel dicembre scorso per presunte inadempienze in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Le indagini proseguono per chiarire l’esatto ruolo delle persone coinvolte e accertare eventuali ulteriori responsabilità dietro il grave episodio che ha reso inutilizzabili gli uffici del Giudice di Pace di Marano.
