Lo scorso 14 aprile il 22enne Gabriele Muserra veniva gambizzato vicino casa sua, nel cuore del quartiere Libertà di Bari. Oggi a distanza di pochi mesi riemergono le urla della madre disperata, che in una stanza d’ospedale rivolta al figlio dichiarò: “Togliti da questa storia”.
Muserra: l’urlo di una madre disperata
“Ascoltami, lo vuoi un consiglio da mamma: vai a trovarti un lavoro… togliti da mezzo a questa storia…togliti, togliti”.La donna in preda alla disperazione, nel mentre suo figlio giace sul letto di un ospedale continua così: “Ora è andata bene, la prossima volta te ne vai al cimitero, io ne sono convinta, e io a piangere al cimitero non ci voglio venire”.
Il giovane subì un agguato a distanza di appena 5 giorni, da quello che lo scorso 9 aprile portò al ferimento di Antonello Sinibaldi, davanti ad una gaming hall in viale della Repubblica, nel rione Carrassi.
Le disposizioni del gip e le minacce di morte
A seguito degli attentati a Muserra e Sinibaldi il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 33enne Antonello Strambelli, e per il 21enne Ignazio Raggi. A tal proposito lo scorso 4 maggio, la madre di Raggi denunciò alle autorità che suo figlio era in preda a minacce di morte. La donna mostrò un TikTok che raffigurava il giovane figlio e la didascalia “A San Nicola non penso arrivo, verrò trivellato (crivellato ndr) prima”.
Madri coraggiose: parla il procuratore aggiunto Gatti
“Questo è un segnale di novità, di un importante cambiamento. Non è un caso che i protagonisti siano le donne, siano le mamme, cioè persone legate da un vincolo amoroso e da affetto speciale nei confronti dei propri figli. Queste donne chiedono aiuto, cercano in qualche modo di convincere i propri figli a cambiare strada, a capire che la logica mafiosa è una logica di morte, una logica che non ha futuro”. Attraverso queste dichiarazioni si esprime il procuratore aggiunto e coordinatore della Dda di Bari, Giuseppe Gatti.
Il procuratore di Bari, Roberto Rossi a tal proposito ribadisce: “La mafia barese è sempre più instabile, frammentata al suo interno. Quello che oggi si vede è un modo di procedere estremamente pericoloso, nel quale giovani leve senza alcun controllo armato sono disposte a tutto pur di far valare la propria fama criminale”.


