Una lotta per l’utilizzo delle aree di parcheggio a Piano di Sorrento condotta senza esclusione di colpi. Ci sarebbe questo dietro l’incendio doloso che il 21 agosto dello scorso anno distrusse due scooter in sosta negli stalli di una rimessa. Dopo mesi di indagini, portate avanti grazie all’utilizzo delle immagini di videosorveglianza e attraverso la raccolta di informazioni testimoniali, oggi è arrivata la svolta: questa mattina infatti i carabinieri della stazione di Piano di Sorrento, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, hanno posto agli arresti domiciliari due uomini: uno di 37 anni di Piano di Sorrento, l’altro di 35 anni, residente a Boscoreale. Sono entrambi ritenuti dagli inquirenti gravemente indiziati di concorso in incendio doloso aggravato.

Le indagini, condotte dai militari dell’Arma e coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, hanno consentito di accertare che, per questioni legate all’uso improprio di aree di parcheggio, uno degli indagati, residente in Piano di Sorrento, aveva pagato la somma di 200 euro all’altro indagato con il solo scopo di dare fuoco a due scooter lasciati in sosta presso gli stalli destinati allo stazionamento delle autovetture. I fatti, come detto, risalgono allo scorso 21 agosto, quando i carabinieri erano intervenuti nella zona collinare di Piano di Sorrento, dove appunto si era verificato l’incendio dei mezzi. I militari avevano proceduto ai rilievi tecnici. Grazie all’acquisizione delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti in zona e alla successiva raccolta di informazioni testimoniali, si è poi arrivati all’individuazione degli autori. «L’approfondimento investigativo – spiega il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso – ha consentito di raccogliere gravi indizi di reità nei confronti dei due soggetti, in qualità rispettivamente di mandante e di esecutore materiale dell’attività criminale messa in atto allo scopo di prevaricare altre persone nell’utilizzo del parcheggio per le autovetture». Lo riporta l’Ansa.

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