Viaggiare per lavoro, l’intervista a Ivan Babiy di Aversa: «Vi spiego cos’è un travel influencer»

È un lavoro sempre più diffuso quello del ‘travel influencer‘. Una professione svolta per una precisa nicchia di persone, ovvero quelle che hanno una passione per i viaggi. O almeno rivolta a loro in primis. A parlarci di questo lavoro, dei suoi pro e contro, è Ivan Babiy, un 21enne di Aversa di origini ucraine-russe.

Come sei diventato un travel influencer?

Oltre ad essere uno studente universitario, ho iniziato da poco ad essere un travel influencer. Gli influencer sono delle figure con migliaia di followers sparsi sui social ed il nostro scopo è quello di influenzare il pubblico attraverso foto e consigli. I temi sono diversi: dalla moda, come i fashion blogger ai viaggi. Sin da piccolo ho sempre viaggiato con la mia famiglia e amavo guardare i documentari sui viaggi rimanendone affascinato. A vent’anni ho vinto la mia prima borsa di studio ed ho pensato di spendere quei soldi in maniera diversa, scegliendo di fare un viaggio in Spagna. Tra l’altro ho una piccola passione per la fotografia, e così ho deciso di pubblicare le mie prime foto dove raccontavo i miei viaggi. Confrontando il mio profilo social con quello dei veri travel influencer, ho deciso di informarmi su come loro hanno iniziato la loro carriera, girando su diversi siti internet e guardando vari video. Nel giro di un anno, da 900 seguaci sono arrivato a 14mila. Negli ultimi sei mesi ho puntato ad affermarmi come un vero e proprio travel influencer. Una delle cose che più amo è documentare le mie esperienze, anche perché quando le rivedo ricordo i bei momenti passati.

Quali sono i pro ed i contro di questa professione?

Innanzitutto molte persone credono che gli influencer creino le loro pagine soltanto per diventare famosi, ma non è esattamente così. Io ho deciso di creare una vera e propria comunità di viaggiatori, dove possiamo scambiarci idee, consigliare nuove iniziative e raccontare le proprie esperienze vissute nel corso dei vari viaggi. Io punto a comunicare con i miei follower, non diventare famoso. La cosa importante non sono tanto i numeri, ma l’engagement, vale a dire il grado di comunicazione che si ha con i propri seguaci. Insomma fidelizzare il tipo di rapporto che si ha con il proprio pubblico. Quando ho iniziato sono stato criticato da molte persone, le quali mi dicevano di essere ridicolo soltanto perché parlavo da solo davanti ad un cellulare. Un altro fattore critico che riguarda il settore è che bisogna obbligatoriamente scattare foto per avere del materiale da proporre ai seguaci e questo porta , a volte, a non vivere pienamente il proprio viaggio.

Qual è stato il viaggio che più ti ha segnato?

Il viaggio che più mi è rimasto impresso è quello ad Instabul, in Turchia. Sono stato ospitato da un amico turco che ho conosciuto in Italia. Ma quello che mi ha colpito non è stata tanto la bellezza del paese, ma le persone che ci vivono: generose ed ospitali. Cercano di parlare e farsi comprendere soltanto per farti sentire a tuo agio. Al mio ritorno all’aeroporto, non avevo soldi per il biglietto. Una signora si è avvicinata e mi ha regalato il biglietto di ritorno. Inoltre Una delle cose più belle dei viaggi è scoprire culture diverse ed usanze diverse dalle tue. Come è bello scambiarsi idee e conoscere nuove persone. E tornando a parlare di pro e contro, uno dei fattori che rimpiangi in un viaggio è il fatto di dover ritornare.

Hai dei consigli per chi vuole diventare un influencer?

Bisogna scegliere il tema centrale del proprio profilo è avere un buon messaggio da trasmettere, e al tempo stesso bisogna proporre buon materiale e catturare l’attenzione del pubblico con foto e contenuti di qualità, che spesso viene rimpiazzata dalla quantità. Bisogna comunicare con i tuoi seguaci, dare consigli e scambiarsi opinioni e, soprattutto, essere costante nel proprio lavoro. Con queste tra direttive si potranno ottenere risultati garantiti e a lungo andare, quando il profilo crescerà, alcune aziende si approcceranno a te in cambio di collaborazioni, traendone ovviamente dei guadagni. A chi vuole viaggiare dico che ai giorni nostri farlo è facilissimo grazie alle numerosi compagnie low cost, ai diversi siti internet e ai prezzi vantaggiosi che presentano gli ostelli ai giorni nostri. Ci sono persone che spendono centinaia di euro in centri commerciali, quando invece basterebbero altrettanti soldi per fare un viaggio compreso addirittura di alloggio. Il mio consiglio a chi vuole viaggiare è di investire il proprio denaro non in cose futili, bensì per seguire la propria passione.