Francesco Vorraro era assillato dai debiti e avrebbe finanziato le sue attività imprenditoriali con i soldi in nero ricevuti anche dalla famiglia Miranda. Il 58enne, però, avrebbe ricevuto denaro pure da una persona legata al clan Giugliano e da un misterioso finanziatore di Mugnano.
Il 20 aprile scorso, la figlia della vittima si è presentata ai carabinieri dopo aver riattivato la scheda telefonica del padre e recuperato le chat su WhatsApp. Dall’analisi delle conversazioni, è emerso che Vorraro avrebbe usato i prestiti per acquistare generi alimentari, bibite e olio di colza tra Italia, Croazia, Polonia, Romania, Malta e San Marino. Nel novembre 2025, la vittima avrebbe detto al camorrista vesuviano di essersi “incartato” e di non essere riuscito a “sciogliere la matassa” in riferimento alla sua situazione debitoria. In questo contesto si innesta anche una precedente indagine, risalente all’aprile 2021, quando Vorraro fu indagato per il reato di riciclaggio a favore delle organizzazioni criminali di Poggiomarino e Terzigno.
Morte di Francesco Vorraro, i 4 fermati
Lo scorso 3 giugno Miranda, Nunzio Mariano Avino, Elio Marchisiello e Luigi Fraschetti sono stati sottoposti a un provvedimento di fermo emesso dalla Dda e notificato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata nell’ambito delle indagini sull’imprenditore Vorraro, di cui si sono perse le tracce il 9 febbraio 2026.
I reati contestati dal pm antimafia che sta coordinando le indagini sono sequestro di persona, morte come conseguenza di altro reato e occultamento di cadavere. Nelle scorse settimane i militari dell’Arma hanno cercato il corpo dell’imprenditore anche scavando con delle ruspe in seguito alla denuncia presentata dai familiari.
Cadavere dell’imprenditore sotterrato a Terzigno, chi sono i 4 indagati


