Al centro dell’udienza per il processo sulla morte di Martina Carbonaro figura anche la testimonianza del 21enne che Martina aveva conosciuto attraverso i social e con il quale aveva instaurato un rapporto prevalentemente virtuale.
Morte Martina Carbonaro, il racconto del 21enne conosciuto online
Il ragazzo, residente nel Nord Italia, è stato ascoltato in videocollegamento. Ha raccontato di sentirsi con la quattordicenne quotidianamente, dalla mattina alla sera, attraverso messaggi e conversazioni telefoniche. “Tra noi era quasi una relazione, da parte di entrambi”, ha detto, precisando di sapere che Martina aveva 14 anni e che stesse per compierne 15.
I due non si erano mai incontrati di persona, ma avevano parlato della possibilità di vedersi: sarebbe stato lui a raggiungerla ad Afragola. Martina gli aveva raccontato anche della relazione con Alessio Tucci, spiegandogli che si erano lasciati da qualche giorno, che avevano interrotto i rapporti e che l’ex fidanzato continuava a cercare un riavvicinamento, mentre lei non voleva tornare con lui. Il giovane ha riferito che Tucci era venuto a conoscenza del loro rapporto e lo aveva cercato on line: “Mi contattò, ma lo bloccai”.
Poi il racconto si è concentrato sull’ultima sera di Martina: il 26 maggio 2025 la ragazza gli aveva scritto che sarebbe uscita con alcune amiche. Poi gli aveva comunicato che avrebbe incontrato Alessio, per un incontro che, nelle sue parole, sarebbe dovuto essere veloce. Alle 20.23 l’ultimo messaggio della ragazza: “Scusami, ti spiego dopo”.
Il ragazzo ha continuato a cercarla, inviandole una decina di messaggi. Dalle 21.27, però, le comunicazioni non risultavano più recapitate: compariva una sola spunta. “Pensai che si fosse spento il telefono”, ha riferito il 21enne che ha raccontato anche che Martina gli aveva parlato di un precedente episodio di tensione con l’ex, dicendogli che durante una lite lui l’aveva schiaffeggiata e le aveva fatto cadere gli occhiali.
Le liti e la gelosia
Nel corso della stessa udienza è stata ascoltata anche un’amica di Tucci, che ha parlato dei contrasti frequenti tra i due ragazzi. “È capitato altre volte che si sfogassero, c’era tira e molla”, ha raccontato, spiegando di aver parlato con entrambi e di aver raccolto le loro confidenze: “Si sfogavano entrambi, avevo confidenza con entrambi. Motivi di gelosia da parte di tutti e due”.
La testimone ha riferito di aver incontrato Tucci e Martina anche al Campo Moccia, l’area sportiva di Afragola accanto alla quale si trova l’edificio abbandonato in cui venne nascosto il corpo della quattordicenne. Un luogo che ricorre nella ricostruzione del delitto e che, secondo l’accusa, sarebbe stato scelto dall’imputato per portare la ragazza lontano da possibili testimoni e impedirle di chiedere aiuto.
La madre di Martina: “A Tucci darei la sedia elettrica”
Fuori dal tribunale, in attesa dell’udienza, è tornata a parlare Enza Cossentino, la madre di Martina, che ha rivolto parole durissime rivolte all’imputato, che ha detto di aver accolto, in passato, come un figlio: “Io Tucci l’ho trattato come un figlio e lui mi ha pugnalato. Non capisco come si possa uccidere una creatura come lei. Io sono una morta che cammina, dopo che avrò avuto giustizia il Padreterno mi può anche chiamare”.
La Corte d’Assise ha accolto la richiesta di far deporre l’imputato il prossimo 10 novembre, in presenza. “Sarà in aula? Già ho l’ansia. Voglio che Tucci mi guardi negli occhi e mi dica perché l’ha fatto”, ha detto la donna. E ha lanciato un appello a non abbassare l’attenzione sulla violenza contro le donne: “Dobbiamo parlare della violenza sulle donne, dobbiamo fare rumore e lo faremo per il 25 novembre”.
