Antonio Calone si avvicinò ai Cutolo del Rione Traiano per motivi prettamente economici. Questo almeno stando al racconto di Genny Carra vera ‘voce di dentro’ del gruppo della ’44’ di via Marco Aurelio. E’ stato Carra a far affiliare il ras di Posillipo ai suoi gruppi e questo particolare è uno dei tanti contenuti nell’ordinanza firmata dal gip Finamore che ieri ha portato alla decapitazione del gruppo del boss Salvatore ‘Borotalco’. «Tonino Calone quando uscì dal carcere, nel 2013, venne a casa mia e mi spiegò che aveva difficoltà economiche. A quel punto decisi di affiliarlo al clan Cutolo e gli ho corrisposto la somma di 3mila euro al mese. La mia intenzione era di avere a fianco un personaggio di spicco dell’area flegrea che potesse sostituirmi in caso di arresto. In realtà Calone si rivelò una delusione da questo punto di vista. Nel periodo in cui sono stato detenuto da febbraio 2017 fino al 25 maggio 2018, essendo stato scarcerato con obbligo di dimora fuori regione, il comando del clan fu assunto da Antonio Calone e da Francesco Pietroluongo detto ’o checco con risultati pessimi. Calone aveva contratto debiti diversi debiti per droga, avendo acquistato cocaina senza pagarla. Passava più tempo con noi al Rione Traiano, dov’è stato anche controllato due volte, avendo il libretto rosso, che a Posillipo, dove comunque gestiva alcune attività illecite. Il Calone entrò nel clan solo perchè voleva entrare nel giro della droga».

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Nel clan Cutolo del Rione Traiano la gerarchia dei ras era misurata anche dai singoli stipendi. Cifre da capogiro a dimostrazione di quanto fosse remunerativo l’affare droga tra via Marco Aurelio e dintorni. Ha parlato anche di questo Genny Carra, ex colonnello del gruppo della ’44’ nonchè genero del boss Salvatore Cutolo ‘Borotalco’. Tra i passaggi più significativi dei tanti verbali di Carra quello relativo agli stipendi degli uomini del clan: uno spaccato che rivela la forza economica del gruppo in affari con i Sorianiello della ’99’ tramite la figura di Giuseppe Mazzaccaro, un altro ‘pezzo da novanta’ di quell’autentico mosaico che è l’area flegrea.

Il tariffario dei Cutolo: il ruolo dei fratelli Pauciullo

Come Giuseppina Ostinato, la moglie del boss:«Giuseppina Ostinato è la moglie di Salvatore Cutolo. Il clan Cutolo destina 5.000 euro al mese a Salvatore Cutolo, che sono consegnati alla Ostinato. Dal 2007 il pagamento è sempre stato regolare. La Ostinato sa che i soldi vengono dai proventi illeciti del clan». Oppure i suoi nipoti Ciro e Vincenzo Pauciullo con il primo indicato come elemento di punta del clan della ’44’:«Ciro Pauciullo è affiliato al clan Cutolo con il ruolo di killer. E’ il cugino di Vincenzo Cutolo. Ha partecipato con me alla gambizzazione di un ragazzo affiliato al nostro clan. Questo episodio è avvenuto nel maggio 2019 una settimana prima che mi arrestassero. Percepisce dal clan 5mila euro a settimana ma preleva sporadicamente anche somme dalle piazze di spaccio. Lo lasciamo fare per il ruolo che ha». Sul fratello invece Carra dice:«Vincenzo Pauciullo è uno spacciatore di cocaina ‘a telefono’ che può operare liberamente perchè è fratello di Ciro che è persona di spessore del clan Cutolo».

La piazza di spaccio di via Tertulliano

Tra le altre persone su cui Carra si è concentrato c’è anche Giovanni Perrella:«Gestisce una piazza di spaccio in via Tertulliano che ha una vendita molto forte. Il clan Cutolo acquista un pacco di cocaina da un chilo al prezzo di 30mila euro e lo consegna a Perrella. Questi dalla vendita ricava 60mila euro con relativo guadagno di 30mila euro che viene diviso a metà tra il clan Cutolo e lo stesso Perrella».

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