La storia di Mario, disabile di Fuorigrotta raccontata dal fotogiornalista Paolo Manzo col progetto di crowfounding

Nato a Napoli nel 1986, Paolo Manzo è un fotografo professionista e fotogiornalista freelance. Nel 2008 si è diplomato in Arti Visive presso l’Istituto Europeo di Design di Roma e da allora ha iniziato la sua carriera nel fotogiornalismo, focalizzandosi principalmente su temi sociali, politici ed economici, legati prevalentemente alla periferia di Napoli e del territorio circostante. Dopo varie collaborazioni con anche giornali di rilevanza europea, come El Pais, ha pubblicato un libro attraverso un progetto di

Il tema su cui si basa è quello della disabilità. Paolo, attraverso scatti che lasciano il respiro e lo sguardo senza fiato, racconta la storia di Mario, un ragazzo di Fuorigrotta costretto a vivere su una sedia a rotelle dopo che nel 2002 a sedici anni, dopo un tuffo, purtroppo d subisce  una lesione  midollare c4/c5 ASIA A che lo rende tetraplegico. Paolo Manzo conosce Mario nel 2055 e un anno dopo inizia a seguirlo. Passa con lui intere giornate, dalle otto del mattino fino a mezzanotte, entrando con discrezione nel suo nucleo familiare, composto dalla madre e da due sorelle.

La campagna di crowfounding 

Questo progetto fotografico come tanti altri è autoprodotto ed è proprio per questo che il fotografo ha lanciato una campagna di crowfounding per poter pubblicare un libro, che si intitolerà M, una pubblicazione che non sia la fase finale del progetto stesso, ma che anzi sia l’inizio per una diversa concezione delle nozioni sulla disabilità che non si fermino alla constatazione di una diversa abilità, ma siano cosciente consapevolezza di costruzione di un mondo senza barriere per garantire vitale autonomia a tutti.

La storia di Mario

“Il rapporto che si è creato con Mario, entrare nel suo mondo, vivere la sua quotidianità, mi ha permesso di superare quei limiti che io stesso avevo. Mario vive la sua vita e le sue battaglie con una grande spontaneità. Frequentando Mario ho cominciato a integrarmi con la famiglia, creare un legame, interagire con loro, renderli partecipi del progetto, esprimere i miei dubbi e le mie perplessità. Mi sono inserito in un contesto di equilibri particolari, mi sono esposto in prima persona. Ci sono stati giorni di scatti intensi e giorni in cui non ho scattato, giorni di riflessione che mi hanno permesso di integrarmi con loro e portare avanti il progetto”, racconta Paolo.

“Ho sviluppato il lavoro in simbiosi con la famiglia, ogni volta che stampavo i provini, cercavo sempre di riunire tutti per mostrare il lavoro, fargli capire cosa mi mancava e cosa volevo fotografare, cosa desideravo raccontare. Li ho sempre coinvolti in qualunque cosa motivando ogni scatto. Sono stato molto trasparente nel mio lavoro, è stato un atto dovuto, soprattutto per chi mi ha aperto le porte sul proprio mondo”.

Chi è Paolo Manzo

Paolo è un foto-giornalista e un fotografo documentarista. Raccontare anche la periferia di Napoli che gioca un ruolo fondamentale nella vita di Mario è la sua mission di vita. Barriere architettoniche, mezzi pubblici e luoghi non accessibili diventano una evidente limitazione alla sua indipendenza. E tutto questo, negli scatti del libro M, sono ben evidenti. La verità senza filtri, e questa volta, senza barriere.

Per sostenere la campagna di Crowdbood clicca sul seguente link in basso https://crowdbooks.com/m/