La Terra dei vuoti Giornalista, storico, critico letterario, scrittore di drammi e di satira politica, Emmanuele Coppola esordisce come autore di un romanzo Una storia borghese ambientata a Giugliano
La Terra dei vuoti Giornalista, storico, critico letterario, scrittore di drammi e di satira politica, Emmanuele Coppola esordisce come autore di un romanzo Una storia borghese ambientata a Giugliano

Giornalista, storico, critico letterario, scrittore di drammi e di satira politica, Emmanuele Coppola esordisce come autore di un romanzo

Quasi tutti i libri che ha pubblicato Emmanuele Coppola trattano di storia, di cultura e di tradizioni locali. Inoltre, come giornalista, si può dire che abbia scritto di tutto, rincorrendo la cronaca sociale politica e culturale di un paese diventato città con il gravame di tutte le sue possibili contraddizioni, alle quali – ad un certo punto, e per sottrarsi alle ricorrenti osservazioni critiche di una bassa frangia di rappresentanze consiliari, essendo Direttore della Biblioteca comunale – ha continuato a dare voce attraverso una copiosa produzione di satira politica, avente per protagonista l’ineffabile Consigliere Candido Lampione.

Ma sono ben quattro le piu recenti pubblicazioni del Dott. Emmanuele Coppola, a cominciare dalla Storia di Giugliano (raccontata in filastrocche), edita nel dicembre 2019 con il Patrocinio dell’Amministrazione comunale, un’opera di straordinario spessore letterario, oltre che storica, perché interamente redatta in versi, in quartine di endecasillabi a rima baciata, con il corredo di oltre 550 note e 180 fotografie. A distanza di poco più di un anno, approfondendosi nella ricerca storica ed esercitando la sua fervida fantasia poetica e satirica, ha pubblicato altri tre libri: Giugliano. Chiusa ed archiviata la Questione del ‘43 (edito dalla Pro Loco Città di Giugliano); La Fiaba di Cannetella, testo teatrale in versi, ispirata all’omonima Fiaba di Giovan Battista Basile, pubblicata il 15 febbraio 2021, per la ricorrenza del trascurato 455° anniversario della nascita; ed infine, Il Cimitero Urbano dei morti senza nome, una dissacrante satira sociale, in prosa ed in versi, ambientata nel locale spazio cimiteriale.

Adesso, però, egli si ripresenta al pubblico dei suoi estimatori come autore di un romanzo, che ha voluto intitolare La terra dei vuoti, ovvero una storia borghese ambientata a Giugliano e storicizzata nelle plausibili vicende pubbliche e private dei suoi personaggi. Si tratta di un testo impegnativo, meticolosamente curato per rendere la dimensione caratteriale dei protagonisti e per tessere la trama delle vicende che li agitano, lavorandoci – ad intervalli – per circa diciotto anni. Il volume, di 288 pagine, è disponibile sulla più diffusa piattaforma di distribuzione in Italia, digitando il nome dell’autore [Emmanuele Coppola], oppure il titolo.

Potremmo anticipare soltanto che La Terra dei vuoti è una intrigante storia di corruzione morale ambientata in una città della Terra dei Fuochi, ma ci piace sollecitare la curiosità degli aspiranti lettori, con una breve recensione, senza tuttavia svelare le dinamiche narrative.

Il titolo del romanzo richiama la Terra dei fuochi, il cosiddetto triangolo della morte, ovvero delle discariche abusive e dei rifiuti tossici. Ma esso è riferito ai protagonisti che hanno dei ruoli politici ed amministrativi, che sono, però, vuoti, senza etica pubblica e senza morale privata.

Il protagonista è un Professore, che si arrangia ad insegnare nelle scuole medie e a dare lezioni private di italiano latino e greco ai figli del Vicesindaco. Ex politico, finito a Poggioreale con l’accusa di connivenza con gli ambienti camorristici, abbandonato dalla moglie medico, divenuta convivente del Sindaco, ha una figlia che di lui non si ricorda. Mentre tutti i personaggi usano il discorso diretto, con uno stile adeguato al loro stato sociale e culturale, il Professore non parla mai, perché non ha più un ruolo sociale, e pertanto deve rimanere in ombra.

Accanto alle protagoniste ricche borghesi, si staglia con grande dignità una giovane terremotata, madre di una bambina. Margherita, per necessità, diventa amante riservata del Vicesindaco avvocato, cosciente di non dover invadere la sua sfera familiare.

Una donna straordinaria, Maria Laura, nominata Assessore per i suoi meriti culturali, diviene motivo di intralcio in Giunta, ed il Sindaco decide di estrometterla. A seguito di una tragedia familiare, ella si riduce ad una larva umana, fino a suicidarsi, di notte, lanciandosi dal settimo piano del Palazzo Comunale.

In campagna elettorale viene distribuito un dossier anonimo sulle malefatte del Sindaco uscente, sì da determinare la sua clamorosa sconfitta alle elezioni.

Le vicende raccontate sono ambientate in gran parte a Giugliano, con escursioni a Lago Patria, Licola e Varcaturo. Le altre località frequentate dai protagonisti, che sono proprietari di ville e case di vacanza, sono Aversa, Bacoli, Baia Domizia, Castel di Sangro, Roccaraso, Gaeta, Pietramelara.

In tutto il romanzo serpeggiano, costanti, il malaffare politico, la corruzione, la connivenza con la camorra, la presunzione dei professionisti arricchiti, l’immoralità e la vuota superficialità delle donne che non hanno bisogno di lavorare, l’accondiscendenza degli Assessori invertebrati verso il Sindaco padrone di uomini e cose, la miseria morale di un ambiente degradato, l’assoluta assenza di un’etica politica… Insomma, la fedele descrizione di protagonisti che sono, nell’insieme, l’anima più squallida e desolante della Terra dei vuoti.

Il Professore è l’unico che non ha certezze, che non ha niente da programmare, perché ha perduto il diritto sociale di sognare. Una persona che viaggia in treno per andare lontano dalla propria consolidata insoddisfazione esistenziale.

F.sco d/G

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