La verità sulla morte di Mia Martini, il rapporto con il padre e con la musica

La vita e soprattutto la morte di Mia Martini sono al centro della cronaca di questi giorni. Si parla di Mimì dopo la fiction tributo andata in onda ieri sera su Rai 1. Tutti sono interessati a conoscere informazioni dettagliate sulla vita di un’artista “maledetta” dagli altri. L’Italia ha voglia di chiedere scusa a Mimì, a distanza di anni dalla sua morte. Ma cosa ha davvero ucciso Mimì?

Com’è morta Mia Martini

12 maggio 1995: Domenica Rita Adriana Bertè, in arte Mia Martini, è morta. La vita difficile di Mimì è finita a soli 47 anni. Aveva trovato la forza di ricominciare, di mettersi di nuovo in gioco in un mondo, quello della musica, che l’aveva lasciata sola. Non c’è stato abbastanza tempo. Mimì sta avendo il riscatto che meritava forse solo dopo la sua fine.  Intorno alla morte della cantante calabrese ci sono state inchieste, esami autoptici, domande senza risposta. Fu ritrovata per terra, a casa sua, mentre ascoltava la sua musica in un mangianastri. Si ipotizzò che si trattasse di un suicidio a causa della sofferenza che le era stata inflitta dal suo stesso mondo. Perciò il corpo della Martini fu sottoposto ad un’autopsia. L’esame autoptico rivelò la presenza di sostanze stupefacenti. Le sorelle di Mia smentirono con forza l’ipotesi del suicidio. Ancora si pensò che fosse malata di un fibroma all’utero. Ad oggi sappiamo che un arresto cardiaco ha stroncato l’interprete. Mia stava passando un periodo sereno prima di morire, stando alle dichiarazioni dei familiari.

“Almeno tu nell’universo”

Mia Martini si assentò dalle scene per ben 5 anni a causa dei noduli alle corde vocali, ma soprattutto perchè nessun discografico era disposto a promuoverla e nessuno in tv a darle spazio a causa di assurde dicerie sul suo conto. Nessuno la nominava, tutti la tenevano a distanza, i bar si svuotavano quando arrivava lei perchè “portava sfortuna”. Nel 1989 Mia Martini accettò di sfidare chi, ingiustamente, aveva cercato di abbatterla e di tenerla a distanza dal suo vero amore: la musica. Partecipò al festival di Sanremo. Si classificò nona e vinse il premio della critica, che oggi porta il suo nome, con la celebre canzone “Almeno tu nell’Universo”. Il brano, scritto da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio, ebbe un successo clamoroso.

“Mimì, hai vinto tu”

La vita di Mimì non era stata mai facile, come ha raccontato in più occasioni la sorella Loredana Bertè. Come documentato anche dalla fiction, in cui Serena Rossi veste i panni della leggenda italiana della musica, Mimì aveva ricucito i rapporti con suo padre molto tardi. Quando era piccola lui non sopportava che la figlia si dedicasse alla musica e cercò di ostacolarla, proprio come fece il mondo dello spettacolo. “Chiunque avrebbe sfruttato quelle maldicenze per farsi pubblicità, ma lei non lo fece perchè la sua dignità era grande. Piuttosto preferiva non farsi vedere” – Biagio Antonacci su Instagram ha evidenziato un tratto importante della donna che era Mimì. Mimì non si è mai piegata all’idea che gli altri avevano di lei, all’immagine che gli altri volevano vedere. Ha scelto di rimanere sempre sè stessa.  “Se dopo trent’anni abbiamo parlato di te sul palco dell’Ariston, allora vuol dire che hai vinto tu” – così Serena Rossi ha parlato direttamente al ricordo di Mimì, dopo un omaggio durante la 69esima edizione del festival di Sanremo.