L’Alleanza di Secondigliano faceva estorsioni anche a Giugliano: “Ci manda Patriziello”

Tra i retroscena emersi nel blitz contro l’Alleanza di Secondigliano c’è anche quello di un’estorsione portata a termine in un bar caffetteria di Giugliano. I fatti sono stati ricostruiti attraverso un’intercettazione telefonica avvenuta nel 2013 a bordo di una Fiat Panda a bordo della quale c’erano Salvatore Merolla Alias ‘O Curt, e Giuseppe Tolomelli . Nel corso della conversazione intercettata è chiaramente comprensibile che i due si devono recare presso una Caffetteria di Giugliano (situata in via Colonne) per la riscossione di un’estorsione. TOLOMELLI Giuseppe rivolgendosi al MEROLLA Salvatore: «Ma in questo Bar già si è andato qualche volta? … Non è che adesso andiamo noi e questo chiama le guardie ?…». Interessati alla vicenda sono anche altri affiliati al clan individuati. A commissionare il recupero crediti, secondo l’accusa, sarebbe stato Patrizio Picardi, esponente di spicco del clan Mallardo. Il tentativo di recupero però inizialmente non va in porto. Così ci fu una seconda spedizione per prendersi 5mila euro,

Le conversazioni sono talmente esplicite e autodimostrative da non richiedere nessun commento: viene infatti in maniera esemplare captata una evidente attività estorsiva posta in essere dai membri del sodalizio. Oltre ai soggetti direttamente coinvolti nelle varie conversazioni, l’addebito va condivisibilmente esteso anche nei confronti di PICARDI Patrizio, univoco essendo il richiamo alla genesi della imposizione estorsiva come proveniente dal suo esplicito mandato “Patrizio è venuto venerdì e ha detto: Andate là e pigliatevi i soldi!….” (del resto che sia un esponente del clan MALLARDO per competenza territoriale ad autorizzare l’esazione è circostanza dí conferma della tipologia di rapporti tra i due sodalizi).