Durante la conferenza stampa di inizio anno, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare, la premier Giorgia Meloni ha voluto ricordare le vittime dell’incendio di Crans-Montana. Dalla discussione sono emersi anche vari punti interrogativi sulle norme di sicurezza dei locali italiani.
Crans-Montana, tra divieti e responsabilità
“Dopo quello che è accaduto a Crans-Montana– spiega la premier –ho chiesto una relazione per capire se sarebbe stato possibile in Italia. Le nostre norme sono più rigide di quelle che ci sono nel Cantone. Io penso però che, dialogando anche con l’opposizione, dovremmo ragionare sulla possibilità di vietare nei locali al chiuso l’uso di scintillii sulle bottiglie che è un elemento che può essere pericoloso. Avendo imprenditori abilissimi io penso che possano trovare altri 1000 modi di festeggiare senza rischiare che un locale vada a fuoco. Ho letto qualche giorno fa di un piccolo incendio in un locale in Molise, quindi una riflessione da fare insieme”.
Vietare è meglio che curare?
La leader di Fratelli D’Italia, su un tema certamente non così semplice, ha trovato nelle scintille luminose il capro espriatorio e l’unico colpevole di questa storia. L’attacco ai proprietari del locale c’è stato vero, ma è stato minimo e posto con una semplice sottolineatura, simile a quella fatta per ribadire invece l’intelligenza degli imprenditori italiani. Sicuramente questo tipo di “effetti speciali” da discoteca, se non controllati possono essere pericolosi per la sicurezza dei ragazzi e del locale, ma rappresenta solo una minima parte dei problemi di queste serate.
Secondo un’analisi tecnica di Gami, azienda esperta in soluzioni antincedio, la causa principale di questa tragedia, sarebbe stata la mancanza di adeguate uscite d’emergenza. Sul posto infatti vi era un’unica uscita principale dal seminterrato che sarebbe stata una porta di soli 1,5 metri di larghezza, preceduta da una scala angusta. Si capisce bene che ciò non basta per permettere un’evacuazione in tutta sicurezza per 300 o 400 persone.
Il posto era poi un semplice lounge bar, “non adatto per le attività di intrattenimento danzante (discoteca), una distinzione che impone requisiti antincendio molto più severi”.
Ricordare per migliorare
Il pensiero deve andare principalmente alle famiglie delle 40 vittime che, come ha sostenuto Giorgia Meloni: “Avranno tutta l’assistenza necessaria per fare si che possano avere giustizia. Le famiglie hanno la mia parola, non saranno lasciate sole“. Si spera che almeno questa volta, il ricordo possa aiutare a migliorare ed ad evitare altre situazioni simili, perché festeggiare ed essere felici, spensierati, giovani, non deve essere pagato ad un prezzo così alto.
