Nel cuore della periferia orientale di Napoli, in un quartiere spesso raccontato solo attraverso cronaca e difficoltà, nasce una storia diversa. Si chiama Le Barresi Unite ed è un gruppo di donne che ha deciso di trasformare il disagio in solidarietà concreta.
A raccontarla è Fabiola, tra le fondatrici, insieme a Rosaria, Cira, Martina, Giovanna, Patty, Maria e Carmela: «Abbiamo voluto creare una piccola luce di speranza per le donne del nostro quartiere, ma anche per chiunque voglia farne parte». Un progetto che prende forma a Barra, ma che guarda oltre i confini locali.
L’associazione nasce dall’unione di donne legate alle tre storiche “paranze” della tradizionale Festa dei Gigli di Barra. Un simbolo forte, che viene superato per lanciare un messaggio chiaro: le appartenenze passano in secondo piano, perché prima di tutto ci sono le donne e la volontà di aiutarsi a vicenda.
Le attività sono semplici ma significative. Vengono organizzati eventi e laboratori nelle piazze, coinvolgendo donne di tutte le età e dedicando spazio anche ai più piccoli, nel ruolo di mamme e nonne. Momenti di aggregazione che diventano occasione di confronto, crescita e condivisione.
Tra le iniziative più sentite c’è il “salotto” mensile: un incontro aperto dove si affrontano temi importanti grazie al contributo gratuito di professioniste e testimoni. Avvocatesse, psicologhe, dottoresse e vittime di violenza portano la propria esperienza per fare informazione su violenza di genere, prevenzione sanitaria e diritti, ma anche per offrire semplicemente uno spazio sicuro in cui stare insieme.
A sostenere il progetto c’è una rete fatta di piccoli commercianti, associazioni, parrocchie e imprenditori locali. C’è chi ha contribuito alla nascita dell’associazione, chi offre supporto burocratico e chi mette a disposizione competenze e lavoro, nonostante le difficoltà quotidiane che caratterizzano il territorio.
Le Barresi Unite rappresentano così una risposta dal basso, concreta e partecipata, in un contesto che spesso ha poco da offrire. Una realtà che dimostra come, anche nei luoghi più complessi, sia possibile costruire comunità, sostegno e nuove prospettive.
Una piccola luce, accesa da donne per le donne, che prova ogni giorno a farsi strada e a cambiare il racconto di un intero quartiere.

