Teresa Vitale

La bellezza e la ricchezza del nostro territorio Domitio – Flegreo sono notevoli ma purtroppo, ormai da anni, soggette alla indifferenza ed all’incuria del governo centrale nonché di quelli periferici che, con enorme superficialità, mortificano la nostra cultura ed il nostro paesaggio.

La dott.ssa Teresa Vitale ha ritenuto necessario riproporre alla Ministra per il Sud e la Coesione Territoriale Mara Carfagna, al Ministro della Cultura Dario Franceschini ed al Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani, nonché ai Sindaci dei Comuni di Giugliano in Campania, Castel Volturno e Pozzuoli, una progetto da lei elaborato alla fine degli anni ’90 in qualità di Assessora al Comune di Giugliano in Campania, volto alla riqualificazione ed alla valorizzazione de “L’Oasi Naturale Foce Volturno – Cuma”, istituita nella prima metà degli anni ’90 dalla Regione Campania, che oggi versa purtroppo in condizioni di degrado.

L’intento è quello di promuovere la rivalutazione, la tutela ed il potenziamento dei Beni Culturali, Patrimonio Archeologico e Naturale di inestimabile valore, presenti nel territorio Domitio-Flegreo.

Si tratta, difatti, di Beni Culturali e Naturali che vanno acquisiti al Patrimonio UNESCO quali Beni della Umanità, e vanno valorizzati attraverso specifici progetti di recupero e riqualificazione anche “originali e particolari”, ovvero unici ed esclusivi.

“…mi rivolgo a Lei, da donna a donna, convinta senza alcun dubbio di ricevere ascolto e attenzione, in quanto sono ben note sensibilità, impegno, determinazione, coerenza e concretezza che caratterizzano il Suo agire in ambito politico e istituzionale, con particolare attenzione per le problematiche del ‘nostro sud’”, scrive la dott.ssa Vitale, speranzosa nell’intervento della Ministra Carfagna in merito all’anzidetta proposta, sostenendo che il Recovery Plan è un’occasione unica ed irripetibile che può consentire, con la destinazione di risorse finanziarie ad hoc, un reale sviluppo del nostro territorio in un futuro prossimo.

L’area della “Oasi Naturale Foce Volturno – Cuma”, col suo pregevole patrimonio naturale, archeologico e culturale, ricade nei Comuni di Giugliano in Campania, Castel Volturno e Pozzuoli, e ricomprende diversi luoghi.

Uno di essi è la “Sylva Gallinaria”, attuale pineta che si estende lungo il litorale Domitio – Flegreo, da Castelvolturno a Licola sulla sponda occidentale del Lago Patria, e che in epoca romana abbondava di svariate specie vegetali ed animali quali volpi, faine, volatili e rettili, e di diverse specie floreali particolari come, ad esempio, un tipo pregiato di camelie, da tutelare celermente con interventi specifici poiché tutte rischiano l’estinzione.

Vi è poi il “Lago Patria”, il più esteso dei laghi flegrei, di origine fluviale, noto per la sua pescosità e fino al secolo scorso per le partite di caccia alle folaghe, organizzate dalla Corte Borbonica.

E’ stato per decenni “Oasi di Caccia e Pesca” in quanto habitat idoneo alla riproduzione naturale, nonché eccellente per uccelli acquatici e migratori e per piante acquatiche caratteristiche ed era il lago più ricco di plancton d’Europa. Oltre alla pesca, sono stati praticati nel Lago Patria anche sport acquatici e attività sportive agonistiche: il CONI vi costruì il Centro Remiero e nel 1964, con i giochi del Mediterraneo, fu inaugurato il Campo di Regata, unico nel Sud in mare aperto. Negli anni successivi si disputarono in esso edizioni di campionati italiani e internazionali e, negli anni ’70, i mondiali Juniors. Fu inoltre quartier generale dei canottieri militari.

Seguirono decenni di abbandono, dopodichè fu ripristinato il Centro Remiero e, nel ’92, si tenne lì il Campionato Nazionale come ultimo evento.

Attualmente la denominazione “Lago Patria” comprende una parte dell’area territoriale situata sulla sponda occidentale del lago, e la parte a ridosso del mare situata sulla stessa sponda, di pertinenza del Comune di Castel Volturno, nonché l’intera area territoriale e costiera sita sulla sponda orientale del lago che, con Varcaturo e Licola Mare, si protrae fino a Cuma sostituendo l’antica “Liternum”. Colonia romana, questa, che fu definita dal noto archeologo Amedeo Maiuri la “piccola Pompei” per la presenza di numerosi reperti archeologici per la maggior parte scomparsi, nonché di monete, vasellami e oggetti vari. Alcuni dei reperti sono custoditi nel piccolo “Museo di Bacoli” data la mancanza nella nostra città di un “luogo fisico” adeguato.

L’attuazione del progetto di riqualificazione, valorizzazione e tutela del Patrimonio Naturale, Archeologico e Artistico “Oasi Naturale Foce Volturno – Cuma” necessita di specifici provvedimenti che vengono proposti nel progetto della Dott.ssa Vitale quali ad esempio, tra tanti altri, il ripristino dell’ambiente naturale, la bonifica e la manutenzione periodica del lago, il disinquinamento delle acque con funzionamento a pieno regime dei depuratori del litorale Domitio – Flegreo, l’eliminazione degli scarichi abusivi, la demolizione di camping abusivi, l’ideazione di percorsi di stretching nel bosco, di visite guidate e promozione di attività ricreative, di eventi specifici per scoprire e conoscere il paesaggio naturale che ci circonda. Ancora, bisognerebbe adoperarsi per riportare alla luce i reperti interrati, restaurarli, e realizzare il “Piccolo Museo Archeologico” onde custodire i nostri reperti depositati a Bacoli ed altri attualmente interrati da recuperare. Si auspica altresì la realizzazione di un Approdo, già presente in gran parte delle località costiere della nostra regione.

Si rende a tal fine necessario il coinvolgimento di più soggetti quali i Comuni di Giugliano in Campania, Pozzuoli, Castelvolturno, l’area metropolitana di Napoli, la provincia di Caserta, la regione Campania, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero dei Beni Culturali, il Ministero dell’Agricoltura, il Ministero della Ricerca e dell’Università.

E’ indispensabile altresì, come già innanzi accennato, la messa a disposizione di risorse finanziarie ad hoc quali fondi europei, ministeriali, regionali e dell’area metropolitana, nonché l’affidamento dell’incarico di realizzare il macro progetto alle specifiche Facoltà delle Università di Napoli e di Caserta effettuando l’integrazione con i vari progetti già in corso.

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