HomeCronacaMala della Sanità, stangata ai Sequino-Savarese: condannati in otto

Mala della Sanità, stangata ai Sequino-Savarese: condannati in otto

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Volevano inaugurare un nuovo corso criminale alla Sanità, una nuova stagione fatta anche di presidi armati per le strade del rione Sanità. E invece ieri per otto di loro è arrivato il primo, severo verdetto. Otto le condanne inflitte ad altrettanti esponenti del clan Sequino-Savarese per i quali il giudice per le indagini preliminari, Federica Colucci, ha confermato la ricostruzione operata dai pubblici ministeri della Dda Urbano Mozzillo e Maria Sepe confermando per tutti l’aggravante mafiosa.

Mala della Sanità, stangata ai Sequino-Savarese: condannati in otto

Addirittura in due casi le pene irrogate sono state maggiori rispetto alla richiesta della Procura. Chi è andato peggio è stato il ras Ciro Esposito ‘o macall o che ha rimediato una condanna a 8 anni e quattro mesi. Tra le altre condanne 7 anni Ivan Zinzi, 4 anni e otto mesi per Alexander Bablyan già coinvolto nell’omicidio di Emanuele Durante, 5 anni e quattro mesi Danilo Peraino, 5 anni Salvatore La Salvia ‘Sasillo’, 4 anni e quattro mesi Francesco Pio Massaro, 3 anni e otto mesi Gennaro De Marino e Luis Antonio Amodio.

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Spetterà adesso al collegio difensivo, composto tra gli altri dagli avvocati Leopoldo Perone, Antonio Rizzo e Domenico Dello Iacono, provare a limitare i danni in appello. Tra il 2024 e il 2025 il gruppo si è scontrato con la famiglia dei Vastarella attraverso diversi raid armati uno dei quali è culminato nell’omicidio di Emanuele Tufano. Il 15enne non aveva precedenti penali né era vicino ad ambienti criminali, ma, come ricostruito dalla Procura di Napoli, la madre di Tufano è la sorella di un esponente di spicco del clan Sequino.

Le indagini sviluppate tra il 2024 e il 2025 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli, anche mediante attività tecniche, coordinate dalla DDA partenopea, consentirono di acquisire gravi indizi contro la mala della Sanità. Gli indagati avevano molte armi per consolidare il potere del clan Sequino-Savarese e il controllo criminale del quartiere. Accertati la detenzione e il porto illegale delle armi, infatti queste sono state ritrovate nei covi

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