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Maxi sequestri di gazebo al Vomero, i commercianti si ribellano: “Ora che succede?”

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Nel cuore del Vomero, nella seconda settimana di dicembre, l’atmosfera sembra quella di un set cinematografico più che di un quartiere di Napoli: strisce bianche e rosse che delimitano gli spazi, fogli A4 attaccati con lo scotch che riportano frasi come «Manufatto sequestrato» o «Sottoposto a sequestro penale». Invece è tutto reale. È esploso il nodo legato ai gazebo e ai dehors che da anni occupano porzioni sempre più ampie di suolo pubblico, cambiando l’aspetto delle principali strade dello shopping.

Blitz al Vomero: scoppia il caso dei gazebo e degli spazi esterni

Dopo anni di tolleranza e di regolamenti spesso disattesi, è intervenuta anche la Procura della Corte dei conti della Campania, che ha acceso un faro sulle concessioni, sul pagamento dei canoni e sul rispetto delle norme riguardanti materiali e dimensioni delle strutture. Il blitz è scattato venerdì sera: la Polizia Municipale ha avviato i sequestri lungo via Alessandro Scarlatti e via Luca Giordano, controllando una ventina di attività tra bar, pub, pizzerie e ristoranti. Per chi passeggia, il colpo d’occhio è evidente: spazi da sempre dedicati ai pedoni ridotti a corridoi stretti, con panchine e arredi urbani sacrificati in nome dell’espansione commerciale.

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Concorrenza alterata e città soffocata dai gazebo

Non conosco le motivazioni, ma certo è molto triste via Luca Giordano così. Perché era un luogo di incontro soprattutto per le persone che si sentono sole“, commenta così una residente.

Il tema non riguarda solo il decoro urbano, ma anche l’equità tra attività commerciali. Come ha osservato un esponente politico residente al Vomero, è lampante che due esercizi affiancati possano trovarsi in situazioni opposte: uno con il gazebo sequestrato, l’altro completamente in regola. Una fotografia che racconta, più di tante parole, la perdita di equilibrio nelle dinamiche concorrenziali. Da una parte chi ha rispettato regole, autorizzazioni e limiti; dall’altra chi avrebbe approfittato di scarsa vigilanza o di interpretazioni elastiche dei regolamenti.

Naturalmente, i sequestri non rappresentano una condanna definitiva. I titolari potranno presentare ricorsi e chiedere la revoca totale o parziale dei provvedimenti. Ma il segnale è forte: dopo anni in cui i dehors sono proliferati, diventando simbolo di una movida sempre più ingombrante, le istituzioni hanno deciso di intervenire. Resta ora da capire se questo sarà l’inizio di una riqualificazione complessiva del quartiere o solo un episodio isolato in una battaglia che a Napoli, da anni, divide cittadini, commercianti e amministrazione.

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