Melito Capitale, Aisler Esse racconta la sua città in un videoclip tra presente e futuro

Non è passato inosservato il videoclip di Melito Capitale, l’ultimo singolo di Aisler Esse (Stefano Aisler). Il giovane cantante melitese ha voluto rappresentare la popolosa città a nord id Napoli a modo suo. Non nascondendo, ed a tratti evidenziando, quella quotidianità pericolosa che fa di Melito una realtà da anni particolarmente a rischio. Stefano è stato ospite della redazione di InterNapoli.it ed ha risposto con simpatia e naturalezza alle tante domande postegli.

 

Hai ripreso alla grande con la musica dopo una piccola pausa dovuta ad impegni lavorativi

«Sono andato a Malta per lavoro e sono stato lì per un anno. Mi ero fermato con la musica, anche se in quel periodo avevo pensato più volte di ricominciare. Così quando sono tornato a Melito, la città dove sono nato, ho deciso di riprendere il cammino interrotto. Il mio obiettivo? Cercare di portare Melito quanto più in alto possibile nell’ambito della musica rap». 

Da qualche settimana hai lanciato un nuovo singolo, con un titolo tutt’altro che banale

«La canzone della differenza tra la musica di ieri e la musica di oggi. Volevo raccontare come io e altri ragazzi vivono Melito nella sua quotidianità. Ho cercato di dare una speranza alle persone che vogliono cambiare la propria vita. Io con Melito Capitale volevo mettere attenzione verso la mia città e penso di esserci riuscito mettendoci la faccia.

Melito Capitale è un nuovo inizio ed anche il tuo stile sembra essersi differenziato dal passato

Sono maturato ed ho cambiato anche la storia della mia musica. Un mio vecchio brano, come Anime Fragili, parla dell’Isis, ‘Altidune’, invece trattava di fatti di cronaca. Tutt’altra cosa rispetto a quanto fatto negli ultimi tempi. La musica attuale parla soltanto di armi e lusso. Quando sono ritornato da Malta ho notato che la musica era cambiata e quindi mi sono dovuto adeguare.

Come vedi Melito tra 10 anni?

Tutto parte da noi. Io ho voluto rappresentare Melito e spero che tra 10 anni sia addirittura paragonabile a grandi città. Spesso scherzo con mio padre paragonando la nostra città a Milano. Oggi non si ‘sfonda’ solo con la musica, ma devi mostrare il tuo stile e la tua vita: chi sei, come ti vesti e con chi esci la sera. In pratica, devi dire addio alla tua vita privata. 

Cosa pensi che possano fare le istituzioni per i giovani e soprattutto per migliorare Melito?

Vedo ragazzi che crescono pensando di dover soltanto lavorare, sposarsi e prendere la pensione. Bisogna trovare una passione. Ci vorrebbero dei laboratori extra-lavorativi che possano aiutare a sviluppare le passioni dei giovani.