Nadia Toffa, il commento della vergogna sull’ultimo post Instagram: «Mettimi un like»

Sono ormai passati tre mesi dalla morte di Nadia Toffa e, sul suo profilo Instagram, continuano ad arrivare commenti da parte sulle foto che l’inviata de Le Iene pubblicava sul suo account.

LA PROVOCAZIONE – Tra le tantissime dimostrazioni di affetto, però, è spuntato ‘il commento della vergogna‘. Un utente, infatti, ha indignato e fatto arrabbiare i followers dell’ex conduttrice scrivendo “Grande Nadia ti stimo, mi puoi mettere like al commento?“. Immediata la reazione delle persone che hanno letto il commento inopportuno. «Ma sei scemo», la risposta al provocatore. Poi un’altra: «Sei tardo». L’autore del vergognoso commento però non si fa intimorire e continua ad essere ironico: «Ho bevuto un caffè, sono sveglio».

I fan di Nadia Toffa si sono indignati ed hanno provato a far capire che, l’atteggiamento tipico dei troll – come in questo caso – è increscioso.

Nadia Toffa, l’annuncio della madre in tv: «I soldi del libro andranno ai bimbi della Terra dei Fuochi»

La madre di Nadia Toffa, per la prima volta, ha parlato della figlia in un programma televisivo. Margherita, questo il nome della giornalista deceduta il 13 agosto, è stata ospite a Quarto Grado insieme a don Patriciello, per ricordare l’impegno di Nadia per i bambini malati della Terra dei Fuochi.

La decisione

La donna ha deciso innanzitutto di devolvere i ricavati del libro di Nadia, “Non fate i bravi”, i quali verranno utilizzati per la ricerca per aiutare le persone malati. Una presa di posizione per portare avanti quello che era l’obiettivo delle figlia. L’ex conduttrice del programma Mediaset aveva combattuto molto per i bimbi malati e si impegnava per trovare i colpevoli. Soprattutto, però, combatteva per offrire ai piccoli strutture in cui potessero essere curati e che dessero una speranza di guarigione.

«Lei non ha mai avuto paura. Era forte dentro», ha raccontato la madre. Segue invece don Patriciello, simbolo della lotta alla Terra dei Fuochi: «È venuta qua come una giornalista come tante, ma non lo era. E me ne accorgevo quando si andava a casa degli ammalati».