Si sono chiuse ieri, lunedì 14 settembre, le tre vendite telematiche «all’incanto» disposte dall’Istituto Vendite Giudiziarie di Napoli per alcuni dei beni sequestrati nell’ambito della vicenda giudiziaria che coinvolge Angelo Napolitano, l’imprenditore diventato popolare sui social con il marchio Napolitano Store.
Tutti e tre i lotti sono stati aggiudicati, per un valore complessivo di 207.616 euro. A questa cifra devono essere aggiunti gli oneri di vendita, per quasi 78mila euro complessivi, portando il valore effettivamente sostenuto dagli acquirenti a circa 285.358 euro.
I tre lotti di elettronica
Le aste, aperte il 4 settembre e classificate come relative a «corpo di reato», riguardavano i tre lotti più consistenti del compendio, composti principalmente da prodotti di elettronica, elettrodomestici e accessori. La vendita è avvenuta in blocco, senza possibilità di acquistare singoli prodotti.
Il lotto 4, composto da circa 3.150 articoli custoditi in un deposito di Casalnuovo di Napoli, è stato l’unico interessato da una vera e propria gara. Due offerenti si sono sfidati l’11 settembre: dopo un primo rilancio a 78.844 euro, la vendita si è conclusa alle 21.37 con un’aggiudicazione a 79.345 euro, partendo da una base di 78.843,90 euro.
Il lotto 5, con circa 6.150 articoli custoditi in un secondo deposito di Casalnuovo, ha ricevuto una sola offerta, arrivata il 14 settembre e pari al prezzo base di 72.149,76 euro.
Stessa dinamica per il lotto 6, costituito da circa 3.530 articoli precedentemente presenti nel negozio di corso Garibaldi e trasferiti nei depositi dell’Istituto Vendite Giudiziarie. Anche in questo caso è arrivata una sola offerta, pari alla base d’asta di 56.121,54 euro.
Dagli iPhone alle PlayStation
I tre lotti comprendevano una parte consistente dell’assortimento che caratterizzava il negozio. Tra i prodotti figuravano iPhone, dagli XR alle generazioni successive fino agli iPhone 17 e 17 Pro Max, oltre a iPad, Apple Pencil, AirPods e MacBook.
Ampia anche la componente dedicata al gaming, con PlayStation 5 e PlayStation 5 Pro, PlayStation Portal, Nintendo Switch e Switch Lite, controller e videogiochi per PlayStation, Nintendo e Xbox.
Presenti inoltre Smart Tv di diversi marchi, smartphone Samsung, Xiaomi, Redmi, Realme, Motorola, Oppo e ZTE, cuffie, smartwatch, power bank e migliaia di accessori tra cover e caricabatterie.
Nei depositi erano custoditi anche numerosi elettrodomestici: frigoriferi, lavatrici, lavasciuga, forni, piani cottura, climatizzatori, friggitrici ad aria, aspirapolvere, ferri da stiro, asciugacapelli e macchine da caffè, oltre a migliaia di cialde.
Il sequestro da 5,7 milioni di euro
La vendita si inserisce nella più ampia vicenda giudiziaria che riguarda Am Distribution Srl, società riconducibile all’attività commerciale di Napolitano Store.
Nel settembre 2025 era scattato un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per 5,7 milioni di euro, successivamente confermato dal Riesame. Nel gennaio 2026 il provvedimento era stato esteso all’intero compendio aziendale della società, secondo gli investigatori a causa della presunta prosecuzione delle condotte contestate.
Secondo l’ipotesi investigativa della Guardia di Finanza di Napoli, le vendite al dettaglio ai privati sarebbero state coperte da fatture false intestate a società cartiere, così da farle risultare come cessioni all’ingrosso e beneficiare dell’esenzione dall’Iva.
L’inchiesta è ora destinata a proseguire nella fase processuale. Angelo Napolitano, che da tempo vive a Sharm el-Sheikh, in Egitto, dove ha avviato nuove attività commerciali e continua a pubblicare contenuti sui social, ha sempre respinto le accuse contestate dagli investigatori, sostenendo la propria estraneità ai fatti.
Il furto degli iPhone a Giugliano
Sulla conclusione delle aste pesa però anche quanto accaduto poche ore prima della chiusura delle vendite.
Nella notte tra domenica 13 e lunedì 14 settembre, infatti, un deposito giudiziario nella zona Asi di Giugliano, in via Circumvallazione Esterna, è stato svaligiato.
I ladri avrebbero portato via proprio gli iPhone sequestrati ad Am Distribution e custoditi nella struttura in attesa della vendita all’asta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Giugliano, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica del furto e individuare i responsabili.
La coincidenza temporale tra il colpo e la conclusione delle aste aggiunge così un ulteriore elemento alla complessa vicenda che ruota attorno ai beni sequestrati all’attività di Napolitano Store.
