Il pubblico ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per il consigliere regionale Giovanni Zannini, eletto in Forza Italia alle recenti consultazioni, ma nei ranghi del centrosinistra e dei deluchiani dal 2015 al 2025.
Per Zannini, il gip Daniela Vecchiarelli del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha però optato per la più lieve misura cautelare del divieto di dimora in Campania e nelle regioni confinanti. Stessa sorte per gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo. La decisione del gip comporta comunque conseguenze rilevanti sul piano istituzionale: l’allontanamento dalla Campania determina l’incompatibilità con la carica di consigliere regionale. Zannini sarà quindi sospeso e sostituito dalla prima dei non eletti nella sua lista, l’assessora di Castel Volturno Angela Parente.
Zannini indagato per corruzione e concussione
Al centro dell’inchiesta vi sono presunte irregolarità legate al permesso a costruire per un nuovo impianto di produzione di mozzarelle a Cancello e Arnone, riconducibile ai fratelli Griffo, e la presunta induzione in errore di Invitalia nell’ambito della richiesta di agevolazioni pubbliche.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il permesso sarebbe stato rilasciato dal Comune di Cancello e Arnone in assenza della preventiva Valutazione di Incidenza Ambientale, necessaria poiché lo stabilimento sarebbe sorto in prossimità dell’alveo del fiume Volturno, in un’area tutelata rientrante nella rete Natura 2000.
L’assenza della Vinca, già rilevata dall’Ufficio Speciale Valutazioni Ambientali della Regione Campania, avrebbe potuto bloccare l’erogazione di circa 13 milioni di euro di contributi richiesti. Gli imprenditori, con il supporto del consigliere regionale, si sarebbero adoperati per superare tale criticità. In particolare, il Comune di Cancello e Arnone avrebbe chiesto alla Regione la delega in materia di valutazione di incidenza ambientale, stipulando una convenzione con il Comune di Castello del Matese, già delegato e dotato di Commissione Ambiente.
Ottenuta la delega, la Commissione Ambiente del Comune di Castello del Matese avrebbe rilasciato un parere di non assoggettabilità a Vinca senza un’adeguata istruttoria tecnica, nonostante le carenze dello studio ambientale. Gli inquirenti ipotizzano che la Commissione sia stata indotta in errore da una relazione tecnica asseverata in cui i lavori venivano descritti come “da realizzare”, benché l’impianto fosse già stato costruito.
Sulla base di tale parere, ritenuto illegittimo, gli imprenditori avrebbero indotto in errore Invitalia, ottenendo circa 4 milioni di euro tra anticipazione a fondo perduto e finanziamento agevolato. Per il suo intervento, Zannini avrebbe ricevuto in cambio una gita sullo yacht “Camilla”.
Nell’inchiesta rientra anche la vicenda delle dimissioni del direttore sanitario dell’Asl di Caserta, Enzo Iodice, rispetto alle quali Zannini sarebbe stato indicato come istigatore. Davanti al gip, il consigliere ha reso spontanee dichiarazioni, respingendo le accuse e depositando una corposa memoria difensiva.

