Un episodio di grave inciviltà e abuso verbale si è verificato nelle prime ore di questa mattina sul treno regionale delle 5:22, in servizio sulla tratta Villa Literno–Campoleone, convoglio utilizzato quotidianamente da decine di pendolari, in gran parte insegnanti e lavoratori della scuola diretti verso gli istituti del Lazio.
A denunciare l’accaduto è una docente pendolare di Casal di Principe, attualmente in anno di prova, che ha formalizzato un reclamo scritto a Trenitalia per il comportamento tenuto da un controllore durante il viaggio.
A riportare quanto accaduto, Casertanews.
“Non permetterti di zittirmi”, insegnante chiede silenzio sul treno e viene minacciata dal controllore
Secondo quanto segnalato, l’episodio si è verificato in un vagone popolato da pendolari stanchi, reduci da viaggi quotidiani lunghi e faticosi. In questo contesto, l’insegnante avrebbe semplicemente chiesto silenzio con un sommesso “shh”, rivolto a voci particolarmente alte, nel tentativo di riposare prima di una giornata di lavoro.
La reazione del controllore, però, sarebbe stata sproporzionata e aggressiva. L’uomo avrebbe risposto in modo alterato, affermando che la passeggera “non doveva permettersi di zittirlo”, sostenendo che “in treno non si dorme” e arrivando a minacciare controlli ripetuti dei biglietti “ogni cinque minuti”.
Un comportamento che avrebbe generato disagio e tensione non solo nella docente coinvolta, ma anche tra gli altri passeggeri presenti, trasformando quello che avrebbe dovuto essere un normale servizio di controllo in una situazione percepita come intimidatoria.
Non si è trattato, come precisato nel reclamo, di un semplice diverbio tra viaggiatori. In casi come questo emerge una evidente asimmetria di ruolo: da un lato l’utente, dall’altro chi esercita una funzione di controllo e tutela. Quando tale funzione si traduce in toni aggressivi o umilianti, si supera il confine del servizio pubblico.
Treno che, ogni mattina, trasporta soprattutto insegnanti: donne e uomini che attraversano regioni per garantire il diritto all’istruzione e che chiedono silenzio non per capriccio, ma per arrivare in classe lucidi e pronti a svolgere il proprio dovere.

