Pene severissime per i ras del clan Minichini-Schisa. Tre ergastoli e altre ‘stangate’ per gli omicidi consumatisi tra il 2016 e il 2018. Tre delitti cui dovranno rispondere i ras del clan del Lotto 0. Il pubblico ministero della Dda partenopea Raimondi ha chiesto l’ergastolo per Ciro Contini, Giulio Ceglie e Vincenza Maione. Trent’anni sono stati invece chiesti per il ras Michele Minichini ‘a tigre e Giuseppe Prisco. Rischiamo invece di incassare vent’anni Mariarca Bocca e Gabriella Onesto. A condurre le indagini coordinate dalla Dda, furono gli agenti della Squadra mobile della questura (dirigente Leuci, vice questore Sasso) che ricostruirono moventi e presunti autori di tre omicidi. Spetterà adesso al collegio difensivo (composto tra l’altro dagli avvocati Salvatore Impradice, Dario Carmine Procentese e Antonella Regine) provare a cercare di limitare i danni però propri assistiti
Gli omicidi a Ponticelli
Il primo è quello di Mario Volpicelli, il 30 gennaio 2016. Avrebbero partecipato Michele Manichini quale esecutore materiale, Giulio Ceglie e Vincenza Maione, organizzatrice. L’uomo fu ucciso perché era lo zio di Gennaro Volpicelli, presunto autore dell’omicidio di Antonio Minichini, fratello di Michele.
Il secondo omicidio risolto è quello di Giovanni Sarno, il 7 marzo 2016. La vittima fu uccisa per una vendetta trasversale all’interno della sua abitazione con due colpi d’arma da fuoco. Era il fratello incensurato dei ras della cosca da poco diventati collaboratori di giustizia, che avevano accusato di un omicidio Roberto Schisa. Ciro Contini sarebbe stato l’esecutore materiale, Minichini, Maione e Onesto organizzatrici, Mariarca Boccia fece la “soffiata”. “Sarno è in casa e ha sempre la porta aperta”, segnalò.
Il terzo fatto di angue chiarito riguarda Salvatore D’Orsi, il 12 marzo 2018 sempre a Ponticelli. “Poppetta”, ritenuto uno spacciatore vicino al clan De Micco. Autori del delitto Michele Minichini e Giuseppe Prisco.

