HomeCronacaOmicidio al Rione Traiano, il boss chiede scusa in aula: “Ero giovane...

Omicidio al Rione Traiano, il boss chiede scusa in aula: “Ero giovane e non capivo”

PUBBLICITÀ

Ha chiesto scusa in aula ai familiari spiegando di aver dato il consenso per l’omicidio ma che era troppo giovane per comprendere la gravità delle sue azioni. Colpo di scena in aula per l’omicidio di Antonio Ivone: il delitto si consumò al Rione Traiano nell’agosto del 2000, in via Tertulliano. Accusati di essere responsabili di quel delitto il boss di Bagnoli Massimiliano Esposito e il ras di Cavalleggeri Maurizio Bitonto. Entrambi si sono assunti le proprie responsabilità per quel delitto e in particolare Esposito ha voluto rilasciare una dichiarazione spontanea in cui ammette gli addebiti, spiegando che aveva dato il consenso all’omicidio perché non aveva trovato in strada il reale ‘obiettivo’ del raid, Rodolfo Zinco, ma solo Ivone, suo parente. Ha spiegato poi di averlo fatto in quanto era scampato già a due agguati, di cui uno quando era in compagnia del figlio Christian, allora molto piccolo. Il boss di via di Niso ha spiegato che oggi, all’età di 55 anni e con maggiore maturità, non avrebbe mai ordinato una simile azione.

Conseguentemente alle scuse di Esposito sono arrivate anche quelle di Bitonto, che ha rilasciato a sua volta una dichiarazione spontanea. In aula ad assistere Esposito gli avvocati Rocco Maria Spina e Saverio Senese. Nei mesi scorsi il tribunale del Riesame aveva annullato il provvedimento cautelare per entrambi. Il verdetto fu poi impugnato dalla Procura e in seguito la Cassazione aveva ordinato al Riesame una nuova valutazione del caso. A marzo, infine, i giudici della Libertà avevano ripristinato l’ordinanza di custodia cautelare sia per lo “scognato” che per “provolino”.

PUBBLICITÀ

Esposito, visibilmente provato, è inoltre difeso dall’avvocato Tiziana Areniello, che cura la difesa del boss per quanto riguarda l’aspetto sanitario. La legale ha ottenuto il trasferimento di Esposito da Vigevano a Rebibbia, dove è presente un centro clinico e dove Esposito può ricevere le cure adeguate alle sue condizioni. Vi è da dire che la Procura, su istanza dello stesso avvocato Areniello, ha chiesto di acquisire tutta la documentazione sanitaria per la nomina di un medico.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ