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A destra la foto della pistola

Omicidio di Antonio Volpe, ritrovata la pistola usata nell’agguato contro il ras. Ieri pomeriggio un uomo si è presentato presso gli uffici del Commissariato San Paolo raccontando di aver rinvenuto una pistola nel giardino della sua abitazione in via Brigata Bologna. I poliziotti, giunti sul posto, hanno sequestrato una pistola Walther P38 calibro 9 con matricola abrasa e priva di caricatore.  L’arma, che sarà sottoposta a rilievi tecnici, appare compatibile con quella utilizzata lunedì scorso per commettere l’omicidio di Antonio Volpe.

Agguato nella sua roccaforte, il profilo di Antonio Volpe ammazzato a Fuorigrotta

E’ un omicidio eccellente quello avvenuto lunedì sera a Fuorigrotta in via Leopardi nella zona comunemente chiamata ‘serpentone’. Ad essere ucciso dai killer il 77enne Antonio Volpe reggente dei Baratto-Volpe della zona. A destare scalpore presso gli investigatori (indagini affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli) non solo il profilo della vittima indicata come un ‘pezzo da novanta’ della mala flegrea ma anche il luogo dove l’omicidio si è consumato. Chi ha ucciso Volpe sapeva dove trovarlo, sapeva come colpire: e chi lo ha ammazzato ha agito in quella che è riconosciuta come la roccaforte del gruppo che Volpe guidava.

Cognato di Antonio Bianco, sfuggì già ad un agguato nel 2005. Secondo le ultime informative delle forze dell’ordine Volpe era un soggetto molto attivo nel suo gruppo. Gruppo che a Fuorigrotta e dintorni è considerato molto attivo nel campo dell’usura. Alla vittima in particolare veniva riconosciuto un ruolo di mediatore riconosciutogli dagli altri clan. Secondo alcune indiscrezioni quando lo scorso anno tra gli Iadonisi e i Troncone scoppiarono tensioni fu Volpe a creare le condizioni per una pax camorristica.

 

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