Agguato nella faida di camorra, arrestati killer e mandante dell’omicidio. Stamattina la Squadra Mobile della Questura di Caserta, con la collaborazione delle Squadre Mobili di Milano, L’Aquila, Parma e Nuoro, ha dato esecuzione a un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di quattro persone, ritenute gravemente indiziate di omicidio pluriaggravato in concorso. Si tratta di un delitto che, commesso con premeditazione, realizzato al fine di agevolare le organizzazioni camorristiche Piccolo-Letizia di Marcianise e Perreca di Recale. La persone raggiunte dalla misura sono Antimo Mastroianni, Antimo Perreca, Achille Piccolo cl. ’75 e Achille Piccolo cl. ‘78.

LA FAIDA DI CAMORRA

Il delitto si inquadra nell’ambito della cruenta faida che, al fine di stabilire il predominio criminale su Caserta e comuni limitrofi. Nello scontro si fronteggiarono per oltre un ventennio, dal 1986 al 2007, due potenti fazioni camorristiche. Il gruppo “Belforte” alias Mazzacane, di estrazione cutoliana, e il gruppo Piccolo-Letizia alias Quaqquaroni, confederato con il clan Perreca di Recale.

Al tempo, lo scontro tra i clan raggiunse livelli di violenza tali che, nel gennaio del 1998, indussero l’allora Prefetto di Caserta ad emettere quella che fu battezzata come il coprifuoco anti-camorra. Allora disposta per 20 giorni la chiusura di bar e circoli a Marcianise dopo le ore 22.

OMICIDIO FAMIANO

Come ricostruito dalla Squadra Mobile di Caserta, cui sono state delegate le indagini, il 31 luglio del 1996 Luca Famiano fu ucciso perché era transitato dal clan Piccolo-Perreca a quello rivale dei Belforte. In particolare, un gruppo di persone, incappucciate e armate di pistole e mitra, intorno alle ore 8.00 di quel giorno, tesero un agguato a Famiano nel mentre, in macchina con la sua convivente. Si trovava nei pressi della propria abitazione di San Clemente di Caserta. Era seguito a ruota da un’altra macchina su cui viaggiavano suo cognato, la fidanzata e due sue nipoti.

I criminali fecero fuoco all’impazzata sulle auto con i mitra e le pistole, determinando il quasi immediato decesso del Famiano, morto poco dopo in ospedale. Il ferimento grave delle sue nipoti. Dopo il raid, i delinquenti si dileguarono a bordo di un’auto scura di grossa cilindrata, poi risultata una Lancia Thema rubata alcuni giorni prima.

L’INSEGUIMENTO DOPO L’OMICIDIO

Durante la fuga l’auto venne notata e inseguita da una volante della Polizia che, tuttavia, non riuscì a fermarla a causa dell’azione di disturbo realizzata da un’altra macchina. Quel depistatore fu arrestato. Tuttavia, poco dopo la Lancia Thema venne individuata, ormai abbandonata. Al suo interno furono sequestrati numerosi oggetti riconducibili ai killers. Erano passamontagna, guanti e altro, oltre ad alcune munizioni calibro 7.62×39 (il calibro tipico del kalashnikov).

Poco distante sarebbe stato successivamente rinvenuto altro materiale, tra cui anche due dei mitragliatori. Accertato l’impiego armi nell’agguato. Altro materiale ancora, tra cui anche dei teli di spugna e un passamontagna, rinvenuto all’interno dell’appartamento disabitato dal quale erano usciti i killers per effettuare l’agguato.

LE INDAGINI E LE PAROLE DEI PENTITI

Lo sviluppo delle indagini, forti anche del contributo delle dichiarazioni di importanti collaboratori di giustizia, arrivato a una svolta allorquando, grazie ai più recenti progressi tecnologici nel campo della genetica forense. Estrapolati frammenti di dna su alcuni campioni biologici rinvenuti sugli effetti personali sequestrati nell’appartamento e nella macchina.

LA VERITA’ SULL’OMICIDIO DOPO 21 ANNI

A distanza di oltre 21 anni, infatti, accertava che il dna isolato corrisponde a quello di due dei quattro soggetti attinti dalla misura, in particolare Antimo Mastroianni e Antimo Perreca. L’integrazione del scientifico col restante corredo investigativo ha rafforzato il quadro accusatorio che vede responsabili Achille Piccolo cl. ’75, Achille Piccolo cl. ’78, Mastroianni, quali esecutori materiali, e Antimo Perreca, quale mandante, dell’omicidio di Famiano .

Achille Piccolo, cl. ’78, rintracciato e catturato presso un’abitazione di Milano. Pertanto, terminati gli atti di rito, associato alle Casa Circondariale competente. Allo stesso tempo, Achille Piccolo cl. ’75,  Antimo Mastroianni e Antimo Perreca raggiunti dalla misura presso le Case Circondariali di L’Aquila, Parma e Nuovo ove si trovano già ristretti per altra causa.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

1) MASTROIANNI Antimo, nato a Recale nel 1965.
2) PERRECA Antimo, nato a Racale nel 1957.
3) PICCOLO Achille, nato a Caserta nel 1975.
4) PICCOLO Achille, nato a Caserta nel 1978.

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