Omicidio Veropalumbo, quella notte ci fu un tirassegno dei baby ras dei Gionta

Furono tre ragazzini legati al clan Gionta a sparare all’impazzata dalla casa del boss verso il grattacielo dove viveva Giuseppe Veropalumbo, centrandolo in pieno mentre era seduto a tavola in attesa del Capodanno 2008. E ammazzandolo. Come riportato da Dario Sautto per il Mattino è questa l’ultima pista seguita dagli investigatori, che si trovano adesso a un passo dalla risoluzione del caso che scosse Torre Annunziata. Grazie ad accurate prove balistiche, anche grazie ai droni e alla tecnologia 3D, le indagini si sono concentrate su palazzo Fienga, storica roccaforte del clan e in particolare su tre profili, all’epoca minori, molto vicini al boss Aldo Gionta ‘o poeta. Il recupero di alcune ogive ancora conficcate tra il nono e il decimo piano del palazzone al civico 16 del corso Vittorio Emanuele III hanno confermato che era quella l’arma, sicuramente appartenuta ad uno dei capi del clan Gionta, perché singolare, introvabile, quasi da collezione. Poi la traiettoria, ricostruita con strumentazioni 3D ad altissima precisione che, grazie ai rilievi con il drone e ai calcoli matematici, hanno dato un unico risultato per tutti quei colpi arrivati fino al nono piano, dove abitava Giuseppe Veropalumbo. Quei tre giovani adesso sono tutti in carcere, addirittura uno di loro è al 41bis. Per loro, il procuratore Sandro Pennasilico e l’aggiunto Pierpaolo Filippelli hanno trasmesso gli atti alla Procura per i minorenni di Napoli.