Ricordare Salvatore Calignano, l’operaio di 61 anni morto il 3 ottobre scorso all’ospedale di Giugliano in Campania dopo una caduta da otto metri da un capannone di Caivano mentre lavorava in nero senza alcuna cautela antinfortunistica, e, nel contempo, sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul tema della sicurezza sul lavoro.
Per questa vicenda, il datore di lavoro è stato messo ai domiciliari per omicidio colposo e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni. Si terrà sabato pomeriggio, ad Orta di Atella, città del Casertano dove vive la famiglia della vittima, una fiaccolata organizzata dal gruppo ‘Le sentinelle del territorio’ a cui è previsto prendano parte sindaci e rappresentanti dei Comuni limitrofi di Gricignano di Aversa, Succivo, Caivano e Cesa.
Il corteo, dopo il concentramento alle 15, in piazza Municipio, partirà alle 17 alla volta dell’abitazione della famiglia dell’operaio.
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Una chiesa semivuota, il dolore straziante della famiglia e una tragedia sul lavoro che continua a sollevare interrogativi. Si sono svolti venerdì 9 ottobre, nella chiesa di San Massimo a Orta di Atella, nel Casertano, i funerali di Salvatore Calignano, l’operaio edile di 61 anni morto dopo essere precipitato dal tetto di un capannone a Caivano. Una cerimonia segnata dalla commozione, durante la quale la moglie Carmela, distrutta dal dolore, è stata colta da un malore.
A stringersi attorno alla donna le figlie Giusy e Valeria, in lacrime davanti alla bara del padre. Una famiglia devastata dalla perdita di Salvatore, morto il 3 ottobre all’ospedale di Giugliano, dove era stato ricoverato in condizioni disperate dopo l’incidente avvenuto il giorno precedente. All’esterno della chiesa, al termine della funzione, un lungo applauso ha accompagnato l’ultimo saluto all’operaio.
Salvatore Calignano è morto il 3 ottobre all’ospedale di Giugliano, dove era stato ricoverato in condizioni disperate dopo l’incidente avvenuto il giorno precedente in un capannone nella zona industriale di Caivano. L’operaio era precipitato dal tetto mentre stava lavorando.
Gli accertamenti medico-legali hanno rilevato lesioni compatibili con una caduta dall’alto, da un’altezza stimata in circa otto metri. La Procura di Napoli Nord indaga per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità, comprese quelle relative alle condizioni di sicurezza sul luogo di lavoro.
Mentre proseguono le indagini, le parole del vescovo riportano al centro una questione che riguarda l’intera società: la necessità di garantire che il lavoro non si trasformi in una condanna e che la vita di ogni lavoratore venga tutelata prima di qualsiasi interesse economico.


