Legati a catene di un metro, le orecchie mutilate, lesioni sul collo dovute allo sfregamento del collare, ferite alle zampe e al petto dermatite da parassiti.
È questo lo stato in cui i carabinieri della stazione di Agerola hanno trovato due cani meticci. Nessuno dei due era chippato e, nel fondo dove erano incatenati, un secchio di acqua sporca e scarti di carne ammuffita in una ciotola.
Il proprietario del terreno, 52 anni, è stato denunciato per maltrattamento di animali. I due cani sono stati sequestrati e affidati ad un canile di Pignataro Maggiore.
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Utilizzava cardellini vivi come esche per attrarne altri nelle sue reti. I carabinieri forestali della Soarda, insieme al Nucleo carabinieri Cites di Napoli e al Nucleo carabinieri forestale di San Giorgio del Sannio, hanno arrestato, in provincia di Benevento, in flagranza un uomo di 66 anni per furto venatorio aggravato e maltrattamento di animali.
Per attirare gli esemplari liberi nelle reti a scatto, l’uomo impiegava cinque cardellini costretti al ruolo di ‘zimbelli’, ossia usati come vere e proprie esche viventi, costretti a dimenarsi nell’erba per attrarre con il loro richiamo i loro simili. Due cardellini erano invece rinchiusi in piccole gabbie sospese tra i rami, mentre un richiamo acustico elettromagnetico amplificava l’inganno.
Complessivamente sono stati recuperati otto esemplari di cui alcuni sono stati trasferiti presso il Centro di recupero animali selvatici (Cras) di Napoli, dove sono ora sottoposti a cure mirate prima di poter sperare di tornare a volare.


