Lanciano un pallone nel carcere in Campania, dentro c’erano 17 microcellulari

Tentano di far entrare 17 microcellulari nel carcere di Avellino [Foto d'archivio]
Tentano di far entrare 17 microcellulari nel carcere di Avellino [Foto d'archivio]

Ad Avellino alcuni ignoti hanno tentato di introdurre nel carcere 17 microcellulari. La trovata è una di quelle originalissime. Un gruppo di persone, infatti, ha lanciato oltre il muro di cinta della casa circondariale un pallone contenente ben 17 dispositivi elettronici. A raccontare la vicenda sono stati i sindacalisti Ciro Auricchio (Uspp) e Aldo Di Giacomo (Spp).

Le altre notizie | Rivolta nel carcere in Campania: cinque agenti in ospedale e celle in fiamme

Cinque agenti della polizia penitenziaria sono rimasti feriti, uno più gravemente a causa di una protesta scoppiata ieri nel carcere di Benevento. Secondo quanto rende noto il sindacato Osapp, i promotori delle proteste sarebbero due carcerati di origine marocchina. I due sono tra i protagonisti delle rivolte scoppiate durante il lockdown.

I detenuti hanno messo in subbuglio una intera sezione, dato fuoco ad alcune celle, sfondato un muro e devastato anche una cella d’isolamento. I cinque agenti sono tutti stati portati in ospedale. La rivolta del pomeriggio ha avuto inizio dopo un primo evento critico, intorno alle tre, quando due detenuti si sono resi protagonisti di atti di autolesionismo. Per entrambi si è reso necessario l’intervento dei medici.

Il duro commento del sindacato

“Ancora eventi critici che mettono a repentaglio l’incolumità del personale di Poliziadenue Penitenziaria”. E’ il commento di Palmieri e Castaldi del sindacato Osapp. “Dei taser promessi e di cui non si vede neanche l’ombra”. “Visti gli eventi accaduti oggi, aventi come autori due detenuti di origine nordafricana che hanno compromesso l’ordine e la sicurezza interna e determinato anche lesioni in danno del personale intervenuto per ripristinare l’ordine – commenta il segretario regionale dell’Uspp Ciro Auricchio – rinnoviamo l’appello alle forze politiche affinché siano stilati dei protocolli con i diversi Paesi interessati affinché le pene siano espletate nel Paese di origine. La gestione di tali soggetti che il più delle volte hanno anche problemi psichici ed atteggiamenti di auto oltre che etero lesionismo è una questione irrisolta che sta vessando da troppo tempo il personale e necessita pertanto di essere affrontata definitivamente in maniera risolutiva”.