“Il 90% dei morti è nelle regioni del Nord. Che cosa ci può essere stato di più? Persone più ligie che vanno tutte a lavorare? Come mai c’è questa esplosione al nord?”. Un’assurda interpretazione dei dati del contagio di Barbara Palombelli ha mandato su tutte le furie mezzo Paese. La conduttrice, nel corso della puntata del 20 marzo di Stasera Italia, si è resa protagonista di uno scivolone dal sapore di discriminazione territoriale che ha riacceso l’eterno confronto tra Nord e Sud. Dopo la polemica scatenata nel corso di “Carta Bianca” tra il professor Paolo Ascierto e il dottor Massimo Galli in merito alla paternità della cura sperimentale con il tocilizumab, inasprita da un servizio di Striscia la Notizia, ieri è toccato a Rete 4 rilanciare l’ennesima contrapposizione tra nord e sud.

Il fatto che ci sia un numero più alto di persone al nord a causa del coronavirus resta ancora una circostanza da chiarire. Anche perché il contagio, in determinate aree come quelle di Bergamo e di Brescia, non sembra affatto rallentare. Anzi, ogni giorno che passa il bilancio di vittime e contagi continua ad aggravarsi. I dati della regione Lombardia, in modo particolare, sembrano ingestibili anche dagli esperti, che sottolineano come i casi in quella zona non possono essere sintomo di un quadro generale che altrove è completamente diverso. Insomma, ci sarebbe una anomalia. E Barbara Palombelli si chiede, insieme al sindaco di Bergamo Giorgio Gori, da cosa sia dipesa questa diversità e questa violenza nella diffusione del contagio.

Sui social intanto è partita l’indignazione da parte dei tanti meridionali che si sono visti additati come nullafacenti in confronto ai cugini del nord. E c’è chi invoca azioni legali e l’inizio di un dibattito serio che approfondisca e smentisca tutti gli stereotipi di cui i cittadini del Sud Italia continuano ad essere vittime.

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