Altro che valigie pronte. Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis sono legati da un contratto che scade il 30 giugno 2027 e, come riportato dall’edizione odierna de Il Mattino, non esistono clausole liberatorie, neppure al termine di questa stagione. Una scelta precisa, voluta dallo stesso allenatore.
Conte ha sposato il progetto Napoli. Non una firma di passaggio, ma un impegno strutturato. La narrazione che lo voleva già in fuga dopo l’eventuale scudetto si è alimentata da sola, senza riscontri concreti. Il tecnico ha chiesto garanzie, sì, ma garanzie che il presidente non ha mai pensato di negare.
Il punto è chiaro: programmazione e stabilità. Conte sa bene che alle spalle del club non ci sono fondi stranieri pronti a coprire ogni spesa, ma una gestione che si regge su un principio preciso, l’equilibrio tra costi e ricavi. Un modello che impone rigore, ma che negli ultimi anni ha garantito solidità.
A maggio si tornerà a parlare di mercato, investimenti e obiettivi. Ma l’orizzonte contrattuale resta fermo al 2027. E in questo scenario, più che un allenatore di passaggio, Conte appare come l’uomo chiamato a dare continuità a un ciclo.


