Nei primi giorni della prossima settimana, a Palazzo Santa Lucia, ci sarà il formale passaggio di consegne tra il presidente uscente della Regione Vincenzo De Luca e il neo presidente Roberto Fico, uscito vincitore dalle elezioni regionali del 23 e 24 Novembre.
Il retroscena
Martedì 9 dicembre, a Napoli, si dovrebbe tenere la cerimonia di proclamazione per Fico che, una volta entrato nell’esercizio delle funzioni, potrà mettere mano, in maniera ufficiale, alla composizione della Giunta. Secondo indiscrezioni, il nuovo esecutivo regionale, come accaduto anche per De Luca, non includerà nessuno dei consiglieri regionali eletti, ma tutti esterni, ovviamente collegati ai diversi partiti che compongono la ampia maggioranza di centrosinistra.
«Immaginare che chi si è gettato nella mischia di una massacrante campagna elettorale, mettendoci la faccia e raccogliendo i consensi, sia a prescindere fuori dalla Giunta a favore di chi era comodamente in poltrona, è un’ingiustizia politica. La mia lealtà politica verso il presidente Fico resta intatta per ora e per dopo, ma lo stop per la Giunta a consiglieri e candidati mi vede in profondo e radicale disaccordo». Si infiammano le ultime ore con le prime indiscrezioni sulla composizione della futura giunta della Regione Campania che non hanno trovato il favore di Clemente Mastella.
Che aggiunge: «Così non va e il primo passo in Campania del campo largo è un passo falso. Pensavamo fosse archiviata definitivamente la logica bonapartista e tolemaica per cui si decide, sulla testa di tutti, con la propria testa. La linea dello stop ai consiglieri viola il principio della rappresentanza, offende gli elettori e nega principi democratici universali: in Francia culla della divisione dei poteri deputato e Ministro non possono coincidere, ma l’eletto all’Assemblea può andare al Governo ed è sostituito con la supplenza, per un principio di tutela della sovranità popolare».
«In Puglia addirittura – prosegue il sindaco di Benevento – lo Statuto regionale impone addirittura che 8 dei 10 assessori siano scelti tra i consiglieri eletti. Gli stessi Governi di Giuseppe Conte erano infarciti di parlamentari che svolsero tranquillamente funzioni ministeriali. La formula che ha in mente Fico è una bizzaria istituzionale, peraltro escogitata ex post: le regole vanno stabilite prima del fischio d’inizio della partita, non dopo».
«E comunque se le porte in Giunta sono aperte, come sembra, ai segretari nazionali e agli ex Ministri, il capo di Noi di Centro sono io, dunque metto sul tavolo anche il mio nome e la mia storia. Del resto abbiamo provato sulla nostra pelle che gli esterni in Giunta regionale non funzionano, poiché si svincolano dai partiti e diventano “prigionieri politici” del presidente. Dico al presidente Fico – conclude Mastella – di rispettare il ruolo dei partiti e delle formazioni che hanno contribuito in maniera decisiva ad eleggerlo e usare un metodo semplice che è sempre il più efficace e collegiale: rispettare le indicazioni di chi ha composto la squadra vincente».
“La giunta di Roberto Fico sarà politica e di alto profilo”.
Lo ha affermato a Salerno il segretario regionale del Pd Piero De Luca sottolineando che la coalizione sta lavorando affinché all’interno ci siano “le migliori competenze e le migliori professionalità in grado di portare avanti il programma presentato ai nostri cittadini”.
“Prima ancora di discutere di alchimie, di nomi, di criteri – ha aggiunto indicando qual è l’obiettivo che si è posto il campo largo che ha vinto in Campania – credo sia doveroso ragionare sui profili che dovranno comporre una squadra che dovrà essere all’altezza della responsabilità che i nostri cittadini campani ci hanno affidato”.
Tensioni nella lista “Mastella Noi di centro–Noi Sud” dopo il risultato elettorale. Antonio Milo, esponente di Noi Sud, rivendica il ruolo determinante della componente nella conquista della soglia di sbarramento e critica l’atteggiamento di Clemente Mastella.
«La lista senza Noi Sud non avrebbe mai raggiunto la soglia. Mastella dimostra un’enorme e insopportabile presunzione nel pensare di poter decidere autonomamente il nome da proporre in giunta», afferma Milo, aggiungendo: «Per quanto ci riguarda, ci affidiamo alla lungimiranza del presidente Fico e alla considerazione che saprà riconoscere a chi ha realmente inciso, anche in termini numerici».
Sulla stessa linea Ciro Falanga, che attacca le indiscrezioni circolate sulle possibili nomine. «Quando Mastella parla di mettere in giunta suo figlio o addirittura sé stesso, svilisce il senso della politica e scivola in un nepotismo di origine arcaica che nel diritto moderno è contrastato dall’articolo 97 della Costituzione e dalle linee guida dell’ANAC», dichiara Falanga.


