È stata aperta un’inchiesta sulla morte di Raffaele Miele, 36 anni, di Roccarainola ma originario di San Paolo Bel Sito, nel Napoletano, deceduto il primo ottobre all’ospedale Molinette di Torino dopo un trapianto di cuore. La Procura di Torino procede al momento contro ignoti per l’ipotesi di omicidio colposo e ha disposto accertamenti tecnici irripetibili per chiarire le cause del decesso.
L’incarico ai consulenti tecnici Matteo Attisani e Alessandro Cicchini sarà conferito mercoledì prossimo. Gli accertamenti dovranno fare luce sulle condizioni del paziente e sull’intervento, verificando anche se il cuore trapiantato fosse idoneo e se nel percorso assistenziale possano essersi verificati eventuali profili di negligenza, imperizia o errori. L’indagine è partita dopo l’esposto presentato dai familiari di Miele, assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi del Foro di Napoli. «La famiglia ha fatto la denuncia perché secondo loro ci sono state delle incongruenze tra quello che gli hanno dichiarato più volte i sanitari», ha spiegato il legale all’ANSA.
I familiari si sono inoltre opposti a un’autopsia effettuata come accertamento diagnostico interno all’ospedale, chiedendo invece che fosse la magistratura a disporre gli accertamenti. «Abbiamo voluto che ci fosse un’autopsia disposta dalla procura come accertamento tecnico irripetibile», ha dichiarato Petruzzi.
Miele era affetto da cardiomiopatia dilatativa ed era in attesa di un trapianto. Il 24 settembre era stato contattato dall’ospedale torinese dopo l’individuazione di un cuore compatibile. Superati i controlli, il giorno successivo era entrato in sala operatoria per un intervento durato circa dodici ore. Secondo quanto riferito dai familiari, al termine dell’operazione i medici avevano comunicato che l’intervento era riuscito dal punto di vista chirurgico, ma che il cuore trapiantato faticava a mantenere il ritmo cardiaco, rendendo necessario il ricorso all’Ecmo. Successivamente il trentaseienne avrebbe avuto un importante sanguinamento ed era stato riportato in sala operatoria.
Nei giorni seguenti le sue condizioni sarebbero progressivamente peggiorate. Il primo ottobre, dopo un ulteriore intervento per il riposizionamento delle cannule, la famiglia sarebbe stata informata di un nuovo aggravamento del quadro clinico e, poco dopo, della morte di Miele. Ora saranno gli accertamenti disposti dalla Procura a dover chiarire cosa sia accaduto e quali siano state le cause del decesso. L’inchiesta è nella fase delle indagini preliminari e non risultano, al momento, persone iscritte nel registro degli indagati.
