Un blitz calcolato al millimetro, eseguito con lucidità a volto scoperto e trasformato in pochi istanti in un vero e proprio incubo. È accaduto ieri pomeriggio nel cuore del Borgo Orefici, cuore della tradizione orafa napoletana.
Nel mirino di una banda di professionisti è finita l’antica “Gioielleria A. Ferrara” di via San Giovanni in Corte, svaligiata di circa cinque chili di preziosi in oro e argento oltre a diversi orologi. Un bottino imponente, la cui stima commerciale oscilla tra i 200mila e i 300mila euro.
Rapina in gioielleria al Borgo Orefici, ladri in fuga con 5 kg di gioielli da 300mila euro
Erano da poco passate le 13.30 quando il titolare dell’attività si trovava da solo all’interno del locale, in pausa pranzo. A rompere la quiete è stato il suono del campanello. All’esterno del vetro blindato si sono presentati due uomini, apparentemente dall’aspetto distinto e dai modi rassicuranti. Per azzerare ogni forma di diffidenza e non far scattare alcun allarme, i due lo avrebbero persino chiamato confidenzialmente per nome, fingendosi conoscenti o clienti abituali della zona.
Tratto in inganno da quell’atteggiamento amichevole, il commerciante ha premuto il pulsante dell’elettroserratura, spalancando senza saperlo la strada ai suoi rapinatori. Una volta all’interno, la coppia ha continuato a recitare il copione con freddezza: ha chiesto di poter visionare alcuni anelli solitari con la scusa di dover fare un regalo importante.
Non appena il gioielliere ha abbassato del tutto la guardia per mostrare i preziosi, la trappola si è chiusa. Uno dei due malviventi ha estratto una pistola, puntandola contro il povero gioielliere e ordinandogli di sdraiarsi a terra senza tentare alcuna reazione.
Con la vittima immobile sul pavimento, i banditi hanno ripulito le casse e le vetrine nel giro di pochissimi minuti, per poi volatilizzarsi tra i vicoli con la refurtiva, probabilmente coperti da un terzo complice che attendeva all’esterno a motore acceso.
Le indagini degli uomini dell’Arma si preannunciano, tuttavia, complesse: prima di guadagnarsi la fuga, i rapinatori hanno infatti staccato e portato via il server del Dvr, il sistema di videosorveglianza interna. Segno che, in precedenza, si siano resi protagonisti di diversi sopralluoghi per studiare zona e posto prescelto per colpire.
Sparite dunque al momento le registrazioni che avrebbero potuto immortalare i loro volti, gli investigatori stanno ora setacciando i filmati delle telecamere pubbliche e private installate lungo le possibili vie di fuga del quartiere.
Rapina a mano armata in gioielleria a Napoli, banditi scappano col bottino
