Marco Perrella, classe 80 del Rione Traiano di Napoli, era detenuto nel carcere di Aversa per un cumulo di pene emesso dalla Procura di Rimini, per vari reati contro il patrimonio, per lo più rapine aggravate ai danni di rappresentati di gioielli nel nord Italia: l’ultima a Riccione, a mano armata, con un bottino di 60 mila euro. Il Magistrato di Sorveglianza di Napoli Francesco Chiaromonte ha accolto l’istanza di affidamento provvisorio, consentendogli di scontare la pena in una pescheria di via Cavalleggeri d’Aosta a Napoli. L’uomo, difeso dall’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord, aveva il fine pena nel 2024.

L’ultimo arresto fu rocambolesco: Tre uomini di Melito, Casoria e Napoli sono stati ammanettati dai militari della compagnia di Riccione per aver commesso una rapina a mano armata a un rappresentante di preziosi. In manette sono finiti: Antimo Vito, 42enne di Melito di Napoli, e Giuseppe Caliendo, 57enne di Napoli. All’appello mancava Marco Perrella, 37enne di Napoli, riuscito a sfuggire alla cattura e ricercato, arrestato successivamente.

La banda aveva preso di mira un rappresentante di gioielli a Riccione.  La vittima aveva lasciato la propria auto parcheggiata in via Anzio verso le 11 e, appena sceso dall’abitacolo, era stato raggiunto dai malviventi, uno dei quali armato di pistola, che gli aveva strappato la borsa col campionario dei gioielli per poi fuggire in tutta fretta su una Honda di grossa cilindrata. Il bottino era di ben 60mila euro.

A finire in carcere sono stati 3 napoletani arrestati dai carabinieri della Compagnia di Riccione, in collaborazione coi colleghi della compagnia di Giugliano. I militari sono riusciti a identificare i malviventi grazie anche alle telecamere a circuito chiuso che, oltre alla Honda, avevano ripreso anche una vettura sulla quale viaggiava il terzo complice che pedinavano il mezzo del rappresentante.
Riusciti ad identificare le targhe, si è scoperto che quella delle due ruote era stata clonata ma, quella dell’auto, una Fiat500, intestata a una ditta di autonoleggio di Napoli dalla quale, poi, si è risalito all’utente, Luigi Russo 40enne di Casoria, già noto alle forze dell’ordine per reati simili. Da questi si è poi risaliti anche agli altri due complici, grazie ai riscontri con i tabulati telefonici, con i ripetitori che hanno agganciato i segnali dei cellulari dei tre malviventi nella zona della rapina. A maggio, i tre erano tornati nel territorio di Riccione anche per recuperare la moto lasciata a Rimini ma, coi carabinieri che li tenevano d’occhio, hanno desistito.

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