HomeCronacaSi accende la speranza per Mario Spedaliere: "C'è un lievissimo miglioramento"

Si accende la speranza per Mario Spedaliere: “C’è un lievissimo miglioramento”

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«C’è un lievissimo miglioramento. Se entro le prossime 48 ore le condizioni di salute resteranno stazionarie, i medici proveranno a ridurre la sedazione per provare a svegliarlo dalla finestra neurologica». È quanto emerge dal bollettino delle ore 14 comunicato dai medici del reparto di rianimazione del “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli ai genitori e alla moglie di Mario Spedaliere, il 34enne di Portici ridotto in fin di vita durante una rissa scoppiata con i tifosi della Puteolana.

Le parole dell’aggressore 19enne

Dice di aver reagito a una provocazione, a una sfida armata. Sostiene di essersi trovato in una sorta di vicolo cieco, al punto tale da avere una sola chance: “Un tifoso del Portici mi puntava un coltello all’altezza del viso, quando mi sono ricordato che c’era una mazza nascosta. Proprio così una mazza nascosta che stava là con una punta. Me la sono ricordata e gliel’ho data in testa”. A riportare le parole in anteprima, Il Mattino.

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Questa la versione fornita da Emanuele Alfano, classe 2007, residente a Pozzuoli. È uno degli otto indagati per il ferimento del 34enne Mario Spedaliere. È indagato di rissa e di lesioni gravissime, anche se in queste ore la Procura potrebbe ipotizzare il reato di tentato omicidio.

Il 19enne ammette il reato più grave, ossia quello di aver ridotto in fin di vita Mario, giunto a Pozzuoli solo per assistere a una partita di calcio, ma sminuire la portata della propria condotta. Ammettere e ridurre il fatto di cui è stato protagonista a una sorta di eccesso di legittima difesa. “Durante la partita la tifoseria avversaria ci prendeva in giro, perché urlava dagli spalti riservati agli ospiti che ci avrebbero aspettato all’esterno, dicevano fino alla conclusione della partita”.

Poi ha proseguito: “Una volta all’esterno dello stadio ci siamo ritrovati nella zona cosiddetta della Fiat. Io mi sono fermato di fronte a un tifoso del Portici, che mi ha puntato un coltello al viso. Mi sono ricordato che in quella zona c’era una mazza con la punta ferrata, me la sono ricordata e gliel’ho data in testa. Poi l’ho lasciata lì, dove c’è la scuola Pitagora”. Poche ore dopo sarà lo stesso Alfano ad accompagnare i carabinieri e a far rinvenire l’arma del delitto.

Una vicenda che va comunque inquadrata a partire da una premessa: non c’è alcun riscontro a proposito del fatto che Spedaliere avesse un coltello, nessuna prova di un possesso di arma da parte del giovane uomo che in questo momento si trova in ospedale per una grave ferita al cranio. Resta la storia di un doppio momento di scontro, di un’azione condotta in due momenti e finalizzata a dare la caccia ai tifosi avversari. Inchiesta condotta dal pm Claudio Siracusa, spetta ai pm coordinare le indagini di carabinieri e polizia e di inquadrare le accuse a carico degli otto aggressori finiti questa mattina agli arresti.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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