Reddito di Cittadinanza e 80 euro, le misure a rischio per la caduta del Governo

Giuseppe Brescia, deputato del Movimento 5 Stelle e presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, esprime grande soddisfazione per i risultati relativi al provvedimento del reddito di cittadinanza.

«Nessuno potrà cancellare le 900mila domande di reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza accolte in questi mesi. Questa è la cartina della nostra Italia, in ogni comune dietro ogni numero trovate speranza e voglia di dignità. Grazie Giuseppe Conte!». Lo scrive su Twitter il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia (M5S), postando una mappa delle domande accolte sulla base dei dati Inps, da cui si evince che i primi tre comuni sono Napoli (36.399), Roma (32.905) e Palermo (26.114).

A livello nazionale, l’importo medio mensile del reddito di cittadinanza è pari a 525,65 euro. Sono più di 2 milioni le persone coinvolte da questa misura che riguarda circa 800mila nuclei familiari.

Pensioni e reddito di cittadinanza

Per quanto concerne reddito di cittadinanza e Quota 100 per le pensioni, il discorso diviene particolare. Per il Reddito, trattandosi di una misura strutturale, bisognerebbe varare una legge apposita per eliminarlo. La riforma pensionistica, invece, è stata introdotta in via sperimentale per tre anni (2019-2021) e il governo (in carica in futuro) dovrebbe stabilire, alla scadenza, se rinnovarla o meno. Tutto insomma dipende da chi andrà a Palazzo Chigi.

80 euro

A proposito degli 80 euro introdotti dal governo Renzi, che il Carroccio voleva trasformare in decontribuzione, in caso di esercizio provvisorio, la sua sorte verrebbe decisa con l’approvazione della legge di Bilancio.

In caso di elezioni

Una seconda ipotesi è che si vada ad elezioni, ma, nonostante ciò, si riesca a varare per tempo la legge di Bilancio. In questo caso il nuovo governo potrebbe avere la possibilità di approvare una manovra ponte per scongiurare l’aumento Iva.

Altre conseguenze

La caduta del governo nato attraverso il contratto tra M5S e Lega rischia per altro di mettere in crisi la realizzazione di alcuni importanti provvedimenti come la legge sul salario minimo e le chiusure domenicali di cui avevano parlato i pentastellati, ma si blocca probabilmente anche l’iter per i provvedimenti sull’acqua pubblica e il taglio dei parlamentari.