Secondo i dati ufficiali del Ministero degli Interni, il No ha vinto dopo lo scrutinio della maggior parte delle sezioni con una percentuale del 54%, invece il Si si attesta al 46%. Complessivamente sono 61.553 le sezioni elettorali in cui gli italiani hanno espresso il loro voto. L’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è il 58,54%. Il dato è stato pubblicato sul sito Eligendo del Viminale.
Le reazioni della politica sul risultato del referendum costituzionale
“Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!“, ha scritto su X il leader del M5s Giuseppe Conte.
“E’ da accettare il voto degli italiani, buona notizia l’affluenza. Avevamo il dovere di portare avanti questo provvedimento che avevamo in programma. Abbiamo detto fin dall’inizio che non impattava nel governo questo risultato. Delmastro? Faremo valutazioni, complesso dire che questa vicenda abbia inciso anche se è stato molto sottolineata dalla stampa. Noi abbiamo spiegato nel merito questo provvedimento. La presidente del Consiglio ci ha messo la faccia? Non si è mai sottratta da una battaglia politica, ci mette sempre la faccia. Ci è rimasta male? Parlo per me: io speravo nel risultato diverso. Era un impegno che avevamo assunto come tutto centrodestra”, ha dichiarato Galeazzo Bignami, capogruppo alla camera di Fratelli d’Italia e viceministro alle Infrastrutture.
“La partita è sostanzialmente chiusa, il No a sorpresa ha vinto. Oggi si consuma un fatto politico enorme, quando il popolo parla il palazzo deve ascoltare – ha detto il presidente di Iv, Matteo Renzi, a Radio Leopolda -. Questo è un passaggio importante per Meloni, che ci ha detto di essere benedetta e baciata dal consenso. Hanno scelto di fare molto più che personalizzare. Oggi il messaggio forte e chiaro è che c’è una sconfitta sonora, prima che delle ragioni del Sì, del governo e del modo arrogante con cui ha voluto fare questa riforma“.
Il video della Premier Meloni
I pareri dei Comitati
“Un exit che da’ il segno di un Paese spaccato a metà, di una consultazione schiettamente politica” con “la natura dello scontro molto lontana dal quesito: dovremo commentare un risultato decisamente politico che in questo momento ci dà il segnale di un Paese spaccato sia sul merito del quesito sia sul contesto politico nel quale si è svolto“, ha detto Gian Domenico Caizza del comitato ‘Sì separa’ in collegamento con lo speciale del Tg1 sul referendum.
“Sembra bellissimo, sono molto felice che la nostra galoppata abbia ottenuto almeno il risultato di far tornare la voglia di votare a milioni di cittadini. L’isola degli astenuti è riemersa. Aver fatto tornare la voglia di votare mi sembra un risultato notevole del comitato Società civile per il no“, ha detto Giovanni Bachelet, presidente del comitato civico per il no, intervistato durante l’edizione speciale del Tg1 dedicata al referendum.
Le dimissioni del Presidente dell’Associazione nazionale magistrati
Cesare Parodi si è dimesso dalla carica di presidente dell’Associazione nazionale magistrati. La decisione del procuratore di Alessandria, meditata da tempo, è arrivata a quanto si apprende per “motivi strettamente familiari e personali” e non ha a che fare con l’esito del referendum sulla riforma Nordio, ancora incerto.
Parodi, già procuratore aggiunto di Torino, è stato eletto nel febbraio 2025 dal Comitato direttivo centrale in sostituzione di Giuseppe Santalucia. È un esponente della corrente “di destra” di Magistratura indipendente.
Vittoria del ‘No’, a Napoli i magistrati brindano e cantano ‘Bella Ciao’

